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Qualità della vita, per “Italia Oggi” Piacenza scende fino al 73° posto

Dal 32° del 2019 al 73° di quest’anno: la tradizionale classifica della qualità della vita del quotidiano economico vede Piacenza perdere 41 posizioni in dodici mesi, soprattutto a causa degli effetti del Covid

Cambio al vertice della classifica della qualità della vita. Una sorta di staffetta tra prima e seconda: quest'anno è Pordenone sul podio, seguita da Trento. Nella scorsa edizione le parti erano invertite. In coda, invece, scivola Foggia, dalla posizione 102. Queste le principali variazioni registrate nella classifica annuale del quotidiano economico “ItaliaOggi” e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni, giunta alla ventiduesima edizione.

Piacenza, stando a questa rilevazione, non se la passerebbe bene. Dal 32° posto del 2019 il nostro territorio provinciale – la classifica prende come riferimento i bacini delle province e non le città capoluogo – scende di 41 posizioni e si piazza al 73° posto. Un crollo importante, causato anche dagli effetti del Covid, compresi all’interno della graduatoria.

Non se la passano granché bene neanche i nostri vicini. Reggio Emilia è al 38° posto, Parma è al 39°, Cremona al 74°, Lodi all’80°: tutti territori che, come Piacenza, hanno risentito di questo doloroso 2020.

Diversi i parametri presi come riferimento. Nella “sicurezza sociale” siamo al 103° (eravamo al 22° dodici mesi fa): è in questo settore che sono stati considerati gli effetti del Covid che hanno portato ad un alta mortalità nella provincia piacentina. Negli “affari e lavoro” rimaniamo ai vertici (17° posto, contro il 23° di un anno fa). Così come nel “reddito” Piacenza si piazza al 32° (eravamo al 20°). Nel parametro dedicato “all’ambiente” siamo al 40° (eravamo al 55°), in quello della “salute” dal 66° al 69°. Per “reati e sicurezza” Piacenza è 71esima (era 81esima).

Più in dettaglio, per quanto riguarda le prime posizioni, dopo le due province ben salde, ci sono due nuovi ingressi: Vicenza (era 14ª) e Padova (11ª). Ma il salto più alto è di Ascoli Piceno: dalla 37ª alla quinta posizione, sulla scia dei piazzamenti conseguiti nella dimensione della sicurezza sociale (è terza) e reati e sicurezza (è prima). La prima posizione di Pordenone è frutto del suo collocamento nel gruppo 1, ossia quello in cui la qualità della vita è buona, in cinque dimensioni su nove (affari e lavoro, ambiente, sicurezza sociale, istruzione formazione capitale umano, reati e sicurezza). Esaminando, invece, le posizioni di fondo, sopra Foggia troviamo stabile Crotone. Mentre Agrigento sale due gradini. Quanto a Foggia, si piazza all'ultimo posto in quanto si classifica nel gruppo 4 (quello in cui la qualità della vita è insufficiente) in 7 dimensioni su 9 (affari e lavoro, ambiente, sicurezza sociale, istruzione formazione capitale umano, reddito e ricchezza, reati e sicurezza, tempo libero). Deludono le grandi aree urbane: per trovare Milano bisogna scendere alla posizione 45 (era 29ª); Roma è al 50° posto (ma in risalita dal 76°), Torino al 64° (dal 49°) Napoli è in coda (103ª, era terzultima)

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