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Giovedì, 23 Maggio 2024
Tribunale

«Quasi 230mila euro trasferiti sul conto»: medico a processo per circonvenzione di incapace

Sul banco degli imputati un professionista piacentino. In aula parla la militare della Finanza che svolse le indagini che portarono al sequestro dei soldi spostati sul conto del medico da una ultraottantenne facoltosa. Chi la curò: «Era vulnerabile»

Entra nel vivo il processo ad un medico piacentino accusato di circonvenzione di incapace. Secondo la procura avrebbe convinto una facoltosa anziana ultraottantenne a farsi accreditare cospicue somme di denaro sul proprio conto corrente per un totale di quasi 230mila euro. A far scattare le indagini della guardia di finanza, il fratello della donna (deceduta a marzo 2024) quando si accorse - perché informato anche dalla banca - dei movimenti di denaro sui conti della sorella la quale gli avrebbe anche raccontato del rapporto di amicizia con il professionista. Da quanto ricostruito,  la donna e il medico – rappresentato dall’avvocato Giandanese Nigra - si erano conosciuti nel periodo del Covid quando il dottore le avrebbe fatto un tampone, successivamente l’aveva curata – nonostante non fosse suo medico di famiglia – anche per un morso di un gatto e in altre occasioni. Un rapporto di amicizia dimostrato anche dai tabulati telefonici di cui in aula davanti al giudice Federico Baita nella mattinata del 15 aprile ha parlato anche una militare delle Fiamme Gialle che partecipò alle indagini. Nei sei mesi analizzati sono emersi 470 tra chiamate e tentativi di chiamata tra i due numeri, 370 provenienti dal cellulare del medico imputato. Non solo, la finanza in aula ha anche spiegato di aver preso in esame i conti correnti di entrambi e di aver rilevato svariati trasferimenti di denaro sul conto del professionista per un totale di 227mila euro (sequestrati interamente già nel 2022 su richiesta della procura). Successivamente ha testimoniato il fratello della donna – che tuttora è costituito parte civile al posto della sorella deceduta, con l’avvocato Cosimo Pricolo: ha spiegato che la sorella tra il 2020 e il 2021 aveva cominciato ad assere confusa specialmente con i numeri (insieme gestivano un'attività commerciale). Infine ha deposto un medico geriatra che seguì la donna dal 2017 fino al decesso avvenuto proprio all'ospedale: ha spiegato di quali patologie soffrisse e delineato un quadro di fragilità e vulnerabilità complessiva derivata da un decadimento cognitivo progressivo. Il processo è stato aggiornato per l’ascolto di altri testimoni. L'imputato ha sempre respinto con forza le accuse e si è sempre dichiarato innocente. 

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