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Un momento dell'assemblea al Colombini

Un momento dell'assemblea al Colombini

«Quei docenti non hanno diritto alla cattedra», arriva la polizia

Assegnazione dei posti di ruolo per le insegnanti della scuola primaria nel nostro territorio. Tensione nell'aula magna del liceo Colombini: «Ci sono irregolarità nelle graduatorie», sul posto la Digos

Attimi di tensione al liceo Colombini in via Beverora nel pomeriggio del 9 settembre. Nell'aula magna infatti si sono assegnati i 27 posti di ruolo per le insegnanti  della scuola primaria nel nostro territorio. Si tratta di maestri docenti che, dopo aver passato i gradi di giudizio previsti dal ministero dell'Istruzione al quale avevano fatto ricorso per avere l'inserimento dell'abilitazione magistrale, hanno avuto l'ok per passare di ruolo. Gli animi si sono scaldati quando sono stati convocati per passare di ruolo insegnati che non avrebbero terminato l'iter giudiziario del ricorso e quindi sarebbero passate senza un procedimento uguale ai colleghi: «Hanno inserito nelle graduatorie ad esaurimento nomi a biro all'ultimo momento poco prima della convocazione. Si tratta di persone che non avrebbero diritto ad entrare in graduatoria perché non hanno completato l'iter giudiziario per poter accedere. E così prendono il posto di chi da anni sta aspettando questo momento e ha fatto tutto secondo le regole. Non c'è trasparenza, non ci hanno riferito i punteggi di questi che sono stati inseriti all'ultimo momento», spiegano alcune maestre palesemente infastidite. «Sono state convocate persone non inserite nella graduatoria, mi chiedo secondo quale diritto possano essere assunte oggi. Vorremmo che la commissione ci mostri gli atti che ritengano opportuni per la loro assunzione. Loro sostengono di avere una sentenza che dà diritto a ciò ma non ce la vogliono mostrare. Hanno solo decreti monocratici ancora non discussi dal Consiglio di Stato. Mi sono rivolta alla polizia e ho denunciato la situazione», continua un'insegnante. Dal canto suo il provveditore ha dichiarato: «Abbiamo fatto solo quello che ci ha chiesto il Ministero. Se qualcuno vuole vedere gli atti o chiedere spiegazioni, noi siamo qua a disposizione». Non solo a Piacenza è il caos ma anche altre città si trovano nella stessa situazione ma per esempio a Milano o Pavia è stato bloccato tutto in attesa di spiegazioni e decisioni del ministero. Molti si sono rivolti già da tempo a studi legali, sul posto la Digos che avvierà accertamenti anche sulla base delle denunce presentate in questura. E mentre scattavano gli appalusi tra colleghi per il tanto agognato posto fisso, esplodeva anche la rabbia di chi ha visto sfumare, ancora una volta, la possibilità di passare di ruolo. Un altro pasticcio all'italiana. 
 

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