Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Racket dei calzini, processo rinviato di nove mesi: mancano i giudici

Racket dei calzini. Rinviato di nove mesi il processo che vede gli imputati accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata a furti, estorsioni, violenza privata, estorsione e danneggiamento

E’ stato rinviato di nove mesi il processo che vede sul banco degli imputati i componenti di una banda che è accusata di aver imperversato nelle aree di servizio di San Zenone, Somaglia e Fiorenzuola, lungo la A1. Undici le persone accusate (una dodicesima è deceduta), a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a furti, estorsioni, violenza privata, estorsione e danneggiamento. La banda, proveniente da Napoli e provincia, con la scusa di vendere calzini, avrebbe creato un clima di paura che portava all'omertà delle vittime per il timore di subire ritorsioni. Secondo la procura, molti automobilisti spaventati avrebbero accettato di comprare le calze, ma molti altri si sarebbero opposti e alcuni sarebbero stati malmenati o avrebbero subito danni alle auto.

pradella centini 2020-2L’indagine era stata condotta dalla Polizia stradale di Guardamiglio e coordinata dal sostituto procuratore Matteo Centini. Il processo davanti al collegio presieduto da Gianandrea Bussi (a latere Ivan Borasi e Aldo Tiberti) si era aperto nel novembre 2020 e aveva già visto sfilare in aula i poliziotti che indagarono sul racket e aveva già una calendarizzazione serrata anche perché sono circa 50 i testi dell’accusa. Nella mattinata del 12 ottobre però il giudice Bussi si è astenuto per incompatibilità (quando era gip aveva disposto un cambio di utenza per una intercettazione) e la successiva udienza è stata fissata dal presidente del Tribunale, Stefano Brusati, a giugno 2022 ma senza indicare chi presiederà il collegio al posto di Bussi né cosa si farà. Una decisione che ha provocato la reazione del pm Centini (che vinse il ricorso in Cassazione: acclarata la criminalità organizzata) che ha voluto verbalizzare: «Siamo di fronte a gravi reati contro la persona e a una fase istruttoria lunga. E’ un processo che necessita una definizione più rapida possibile. Già questo collegio aveva ritenuto sussistenti queste esigenze disponendo la calendarizzazione di numerose udienze». A monte di un rinvio così lungo ci sarebbe l'imminente carenza di giudici e quindi una "sofferenza" del tribunale.

Giovanni Giuffrida-4«Siamo in attesa di criticità che stanno per arrivare e che si abbatteranno sul tribunale di Piacenza. Quanto accade in questo periodo è sintomatico di una riorganizzazione del lavoro che a stretto giro sarà approntata per forza di cose». A dirlo il presidente dell’Ordine degli Avvocati Giovanni Giuffrida circa l’imminente trasferimento di due gip, Fiammetta Modica e Luca Milani (al momento e da poco affiancati dalla collega Stefania Di Rienzo che è rientrata temporaneamente)  che rischia di ingolfare la macchina della giustizia piacentina. «Fino a quando sono in servizio qui lo stato delle cose è cristallizzato, poi dovranno essere sostituiti e vanno modificate le tabelle organizzative del tribunale. Due giudici del Penale dovranno andare all’ufficio Gip e le loro mancanze dovranno essere colmate o assorbite dai colleghi. Il problema sarà più grosso nelle formazioni collegiali più che al monocratico – spiega Giuffrida -, e si può ipotizzare che un rinvio così lungo sia dovuto al trasferimento di Modica e Milani e si sia in attesa che la “macchina” organizzativa del tribunale, presieduto da Stefano Brusati, si metta in moto anche sotto il profilo della composizione dei collegi. La coperta è corta: chi andrà a fare il gip non potrà fare più penale». «Il presidente della Corte d’Appello sta facendo il possibile per trovare una soluzione a queste sostituzioni anche con un interpello, ossia sta indagando la possibile disponibilità fra i giudici del distretto dell’Emilia Romagna per capire se qualcuno possa essere disposto temporaneamente a venire a Piacenza. Anche il ministero è informato e sa, tuttavia  - spiega - non sono situazioni semplici. Lo stato dell’arte è questo al momento, poi la sofferenza da qualche parte andrà a scaricarsi perché se l’ufficio gip sarà ricomposto ma non con nuovi arrivi il vuoto si sposterà altrove». Se è vero come è vero che la procura piacentina è a pieno regime e assai operosa, il cuore della giustizia risiede nell’ufficio del giudice per le indagini preliminari.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Racket dei calzini, processo rinviato di nove mesi: mancano i giudici

IlPiacenza è in caricamento