Ubriaco alla guida, condannato. «Avevo bevuto ma ero a casa»

Il giovane 19enne piacentino è stato condannato dal giudice Adele Savastano a 8 mesi di arresto, 2.500 euro di ammenda e la revoca della patente. «Non è vero, avevo bevuto, ma ero in casa della mia fidanzata»

Il tribunale di Piacenza

“Lei guidava ubriaco”. “Non è vero, avevo bevuto, ma ero in casa della mia fidanzata”. Cioè: quando la polizia lo ha fermato era sì ubriaco, ma non si trovava alla guida ha sintetizzato il difensore. Sono le due affermazioni su cui si è basato oggi, 3 luglio, un processo per guida in stato di ubriachezza a carico di un 19enne piacentino che, nel settembre del 2010, era stato fermato alla Besurica.

Il giovane è stato condannato dal giudice Adele Savastano a 8 mesi di arresto, 2.500 euro di ammenda e la revoca della patente. Il pubblico ministero Arturo Iacovacci aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi oltre a una ammenda di 5mila euro. Immediata la reazione della difesa che con l’avvocato Silvio Brega ha preannunciato ricorso.

Il difensore aveva chiesto l’assoluzione perché non c’era la prova che fosse alla guida – e questo emergeva anche dal verbale della Polstrada – e quindi il fatto non sussiste. Inoltre, secondo il difensore, il verbale non era utilizzabile come prova, perché il ragazzo aveva confusamente ammesso di aver bevuto e aveva fatto dichiarazioni contro il proprio interesse.

Il 19enne, sentito dal giudice, ha detto di essere stato a casa della fidanzata e poi di aver accompagnato in auto a casa un amico, ma di aver rotto una ruota su un cordolo. Tornato a piedi a casa della ragazza era rimasto lì con altre persone e aveva bevuto (vino e rum), fermandosi a dormire in quella abitazione.

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Dopo circa un’ora è arrivata la polizia che gli ha chiesto di scendere e gli è stata misurata l’alcolimetria evidenziando un tasso di 1,7 (oltre tre volte il limite di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue). Il giudice ha, però, contestato al ragazzo la sua presenza in casa, sulla base delle testimonianze degli amici che erano stati sentiti in una udienza precedente.

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