Rapina al Mercatone, il fermato: «Non c'entro niente con questa storia. Ero "fatto" di cocaina»

Non confessa la rapina ma ammette di essere stato sotto l'effetto di cocaina il 43enne di Binasco (Mi), fermato dai carabinieri dopo il colpo al Mercatone vicino al cimitero. Le indagini dell'Arma proseguono senza sosta. Operata alla schiena la guardia giurata

La pistola usata per sparare alla guardia giurata

«Non c'entro niente con questa storia. Ero "fatto" di cocaina». Queste le prime parole del 43enne italiano fermato dai carabinieri pochi minuti dopo la rapina al furgone portavalori di Securpol davanti al Mercatone Uno a Rottofreno nel pomeriggio del 22 aprile. L'uomo, pluripregiudicato residente nel Milanese, è fortemente sospettato di essere uno dei due malviventi che a bordo di uno scooter hanno sparato alle spalle a una guardia giurata di 45 anni. Il 43enne, tossicodipendente di Binasco (MI) bloccato a pochi metri dal cimitero di Rottofreno sulla via Emilia Pavese è stato ascoltato a lungo dagli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore Antonio Colonna, e si trova in stato di fermo con l'accusa di tentato omicidio, rapina aggravata, e porto di arma clandestina. Non ha confessato ma non ha saputo spiegare agli inquirenti cosa ci facesse a piedi senza documenti nella zona della rapina. La sua posizione pertanto è al vaglio e le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo proseguono per rintracciare l'altro complice. Sulla possibilità dell'esistenza di un terzo uomo non ci sono ancora prove. Nel frattempo la guardia giurata è stata operata alla schiena e si trova ancora in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Maggiore di Parma. La pistola usata per ferire la guardia ha la matricola abrasa ed è Smith&Wesson calibro 357 magnum.  I due malviventi erano riusciti ad arraffare solo 13mila (che poi hanno abbandonato durante la fuga) dei 100mila che erano all'interno del furgone portavalori. Grazie a un sistema di sicurezza non sono riusciti ad aprire il contenuto della "pancia" del furgone: i banditi hanno tentato invano di provare a spaccare il vetro divisorio del mezzo, senza riuscirci. Dopo il colpo sono scappati a bordo del furgone, lo hanno abbandonato in via Resistenza in pieno centro a Rottofreno e sono scappati dopo aver buttato in un cassonetto le due pistole, l'incasso del Mercatone, e i vestiti che indossavano per travisarsi. Lo scooter sul quale hanno fatto il colpo è risultato essere intestato a un pregiudicato di Milano, per questo e per tanti altri sospetti, i carabinieri stanno torchiando il 43enne. Le volanti, la squadra mobile, i carabinieri delle stazioni e del Nucleo Radiomobile, la polizia municipale e la finanza hanno setacciato il territorio per ore, concentrandosi anche sul cimitero: si temeva infatti che l'altro rapinatore potesse essersi nascosto lì in attesa che le acque si calmassero. Il comandante provinciale dei carabinieri: «Sparare alle spalle è un atto vile e folle. L'uso di sostanze stupefacenti porta a compiere gesti violenti con drammatiche conseguenze. E ieri ne abbiamo avuto un'ennesima conferma». La caccia al complice continua. 

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