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Uno dei due rapinatori

Uno dei due rapinatori

Pistola in pugno assaltano una gioielleria, sparatoria con i carabinieri in pieno centro: arrestati

Un serbo e un macedone pistola in pugno hanno rapinato la gioielleria Valenza Oro sul Corso davanti a decine di persone, sono scappati in via Nova ma si sono trovati davanti i carabinieri che hanno fatto fuoco e li hanno feriti. La refurtiva è stata recuperata

Pistola in pugno hanno assaltato una gioielleria in pieno centro, nel giorno di mercato davanti a decine di persone ma sono stati feriti e arrestati dai carabinieri in pochissimi minuti. Sembrava la scena di un film e invece quello che è successo nella mattinata del 17 maggio sul Corso, davanti al Coin, è accaduto realmente. Due uomini, un macedone di 29 anni e un serbo di 24, ben vestiti e con una valigetta in mano sono entrati nella gioielleria Valenza Oro, si sono finti clienti e poi improvvisamente hanno estratto una pistola, l'hanno puntata contro il titolare, hanno spaccato un espositore e in pochi secondi hanno arraffato una ventina di Rolex e gioielli, per migliaia di euro e sono scappati inseguiti dal gioielliere e pare dal consigliere regionale del Pd, Gianluigi Molinari.

Hanno imboccato via Nova e si sono trovati davanti una pattuglia dei carabinieri. Il militare è sceso e ha intimato loro di fermarsi. I due non solo non si sono arresi, ma gli avrebbero puntato l'arma, l'appuntato a quel punto ha estratto la sua pistola e ha sparato. Con un solo colpo ha centrato entrambi: uno a una gamba, l'altro a una mano. I due stranieri sono caduti dallo scooter e sono stati immobilizzati. 

Nel frattempo sono arrivati i soccorsi del 118 con un'ambulanza della Croce Bianca e l'automedica, e i rinforzi dell'Arma con i colleghi del radiomobile, dell'aliquota operativa e il nucleo investigativo. In ausilio anche una volante della polizia, alcune guardie di Metronotte Piacenza e la polizia municipale. Il Corso Vittorio Emanuele è chiuso nel tratto interessato per permettere agli inquirenti di svolgere i rilievi. I rapinatori, che non hanno riportato ferite gravi, sono piantonati in ospedale e saranno accusati di rapina aggravata. 

La refurtiva è stata recuperata. La pistola usata dai banditi è al vaglio della balistica: è una scaccia cani calibro nove che però potrebbe essere stata modificata per sparare proiettili veri. Sul posto anche il comandante provinciale, il colonnello Corrado Scattaretico insieme a tutti gli ufficiali del comando: «Avevano fatto i conti senza l'oste. Non si sono resi conto che Piacenza è una città molto controllata e che è impossibile compiere un gesto simile. Come abbiamo già dimostrato precedentemente tutte le rapine non sono mai rimaste impunite e abbiamo arrestato tutti i responsabili. I due banditi forse non lo sapevano, e ora lo sanno».

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