Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Razzie nella chiesa abbandonata: è un sedicenne il colpevole

In un quarto d'ora di furia ha spaccato trenta finestre, ha rotto l'organo e mandato in frantumi un puttino di gesso nella chiesa di Borgonovo. Identificato in meno di due settimane il colpevole: è un ragazzino di 16 anni, già con precedenti. I carabinieri: denunciato

A sinistra il capitano Scarpa
Quindici minuti di raptus. Tanto è bastato ad un ragazzo sedicenne, originario del Marocco già noto alle forze dell'ordine, per devastare le finestre e gli arredi della chiesa di San Bernardino a Borgonovo. È successo lo scorso 6 marzo, un venerdì pomeriggio in cui il ragazzo, in compagnia di altri sei amici, tutti minorenni, razzolava in giro. Il giorno dopo, don Paolo Buscarini, aveva sporto denuncia contro ignoti alla stazione dei carabinieri.
  L'autore della devastazione è stato denunciato. E' un ragazzo di 16 anni  

Da qui sono partite le indagini, concluse oggi. Sono stati tutti identificati i sei ragazzini, cinque marocchini e un ivoriano. I carabinieri li hanno sentiti e tutti hanno indicato nel loro compagno, l'unico autore della devastazione. Per il ragazzo imputato, studente, residente a Castello, è scattata la denuncia. Un altro atto che si va ad aggiungere ai precedenti, nonostante la sua giovane età.

I suoi amici, di fronte agli inquirenti, non lo hanno coperto. Danneggiava le cose con particolare accanimento, avrebbero raccontato i quattro. La conta dei danni non è da poco: nel suo raptus, il ragazzino ha danneggiato gravemente una trentina di finestre, lungo la navata della chiesa. Poi, ha rotto il pedale di un organo degli anni Cinquanta e infranto a terra un angioletto di gesso che è andato in mille pezzi.

La chiesa oggetto della razzia, è l'ex monastero di via Pianello, a Bogonovo. Di proprietà dei frati minori francescani di Bologna, versa adesso in condizioni di abbandono. Don Buscarini vi si reca con regolarità, nonostante da tempo non si celebri più la messa. Il portone aperto, una parte del muro diroccato, poi, non la mettono al riparo da possibili incursioni, come la bravata dell'altro sabato. Conclusa con una punizione esemplare.
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