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Recesio, riaperta la strada Provinciale Valnure 654

Da mezzogiorno del 23 ottobre è possibile transitare sulla Provinciale 654 Valnure. Non si è tenuta nessuna inaugurazione. Calza: «Per rispetto delle famiglie di Luigi Albertelli e Luigi e Filippo Agnelli. Non è un momento di festa». Rolleri: «La riapertura della strada è un simbolo per la Valnure»

«A mezzogiorno di oggi, 23 ottobre, abbiamo aperto la strada di Recesio». Mentre in Provincia di Piacenza è in corso il confronto tra i sindaci e il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, a Recesio di Bettola si stanno ultimando gli ultimi lavori necessari alla riapertura della strada provinciale crollata la notte del 14 settembre scorso. Il crollo della strada causò la morte di Luigi Albertelli, Luigi Agnelli e la scomparsa del padre Filippo, tutt’ora disperso.

A dare l'atteso annuncio è stato il presidente dell’ente di via Garibaldi Francesco Rolleri. «Sono passati solo 39 giorni da allora. Questo intervento è stato possibile solo grazie alla collaborazione della Regione che fin dalle prime ore si è impegnata nel rispondere all’emergenza. Abbiamo ricostruito la strada in poco tempo e con pochi costi. La ferita rimarrà aperta per sempre: lì è il luogo dove sono morte due persone e una terza è ancora dispersa. Però riaprire la strada è un simbolo importante per la Valnure, per la sua vita e la sua economia. Ce l’abbiamo messa tutta, ringrazio la ditta Boccenti e i suoi operai per il lavoro senza sosta e senza orari di queste settimane». L'intervento costa complessivamente 600mila euro ad oggi interamente finanziato dalla Provincia con fondi propri ed è consistito nella ricostruzione, l'ampliamento e la risagomatura del tratto di strada completamente distrutto.

L’apertura della strada non verrà salutata con nessun tipo di inaugurazione. «Non abbiamo enfatizzato l’apertura della strada – ha precisato il vicepresidente della Provincia Patrizia Calza - visto quello che è successo. Ci vuole rispetto per le famiglie che hanno perso i propri familiari, non deve essere un momento di festa. Vorremmo ricordare queste persone in futuro – Calza lancia una proposta ai familiari – con un segno, senza alcuna cerimonia, con un cippo, sul luogo della tragedia». La proposta è stata condivisa dal sindaco di Bettola Sandro Busca. «La famiglia Agnelli – ha aggiunto il primo cittadino - chiede alle istituzioni di continuare le ricerche del disperso Filippo. Nella stagione invernale ci vogliono squadre specializzate per le ricerche, ben attrezzato. La famiglia non si deve sentire sola: ho girato la richiesta al presidente Bonaccini che ha garantito di impegnare alcune uomini per proseguire l’attività di ricerca».

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