Registro dei tumori, nel Piacentino più di 10mila nuovi casi in cinque anni

L'analisi si basa sui dati del quinquennio 2006-2010: in questo lasso di tempo in tutta la provincia di Piacenza sono stati registrati 10.616 nuovi casi di tumore maligno (esclusi i carcinomi cutanei). Tra questi 5.832 sono stati diagnosticati agli uomini e 4.784 alle donne. I deceduti sono stati 5.211

Elisabetta Borciani

Una fotografia della situazione delle malattie oncologiche sul nostro territorio è stata fornita dal registro dei tumori. L'analisi si basa sui dati del quinquennio 2006-2010: in questo lasso di tempo in tutta la provincia di Piacenza sono stati registrati 10.616 nuovi casi di tumore maligno (esclusi i carcinomi cutanei). Tra questi 5.832 sono stati diagnosticati agli uomini e 4.784 alle donne. I deceduti sono stati 5.211. 
«Siamo una delle 43 province in italia - spiega il direttore generale Luca Baldino - che ha attivato il registro dei tumori. È uno strumento che ci consente di tenere sotto controllo la situazione e confrontarla con quella degli altri territori: in questo modo sappiamo chi si ammala, quando si ammala e l'esito della malattia ma non perché ci si ammala. La situazione di Piacenza è paragonabile a quella delle altre città della regione. Un dato interessante è che le principali determinanti per la salute sono le condizioni socio-economiche (40-50%), la familiarità (20-30%) e i fattori ambientali (20%). Il 30 giugno si terrà un convegno sui dati di questo registro aperto al pubblico».
«Il registro tumori - afferma Elisabetta Borciani - è un insieme di una notevole quantità di dati come per esempio le schede di dimissione ospedaliera, il registro di mortalità e le operazioni di screening. I dati si riferisco anche ai piacentini che si fanno curare in altra regione o città. Gli indicatori sono: la prevalenza (quanti tumori ci sono), l'incidenza (nuovi tumori), la mortalità e i dati di confronto (temporali e geografici). Ci siamo concentrati di più nel confronto con l'Italia del nord e le città vicine a Piacenza perché le condizioni di vita tra queste sono abbastanza simili. Non ci sarà il dato della sopravvivenza che dice quanto un soggetto sopravvive dal momento della diagnosi. Il motivo è che il nostro, essendo un registro giovane, non ci ha permesso di elaborare questo indicatore ma nel prossimo rapporto sarà inserito».
«Dal registro - interviene il dottor Cavanna - possiamo ricavare informazioni scientifiche ma non tutte le risposte ai quesiti su questo argomento. Il tumore più frequente nella donna è quello al seno mentre per l'uomo è quello alla prostata: entrambi fortunatamente sono piuttosto curabili. È giusto preoccuparci dell'inquinamento ma ricordiamoci che il fumo è la causa dell'80% dei tumori ai polmoni ed è uno dei tumori con gli effetti più devastanti. Abbiamo una ridotta incidenza di quelli cerebrali e alla tiroide rispetto al resto dell'Emilia Romagna. Un dato da sottolienare è che nel nord ci si ammala di più ma si muore di meno. La maggioranza di tumori risulta essere dopo i 60 anni mentre il picco è ai 70». .

Daq sinistra: Elisabetta Borciani, Baldino e Cavanna-2Baldino e Cavanna-2
 

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