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"Regola Salernitana della Salute", grande successo per la rilettura a Palazzo Galli

​A Palazzo Galli grande apprezzamento per la rilettura moderna della “Regola Salernitana della Salute”. Il testo dell’Anno Mille contiene molti dei principi fondanti della grande Medicina. 

A Palazzo Galli grande apprezzamento per la rilettura moderna della “Regola Salernitana della Salute”. Il testo dell’Anno Mille contiene molti dei principi fondanti della grande Medicina.  Promosso dal Rotary Club Piacenza Farnese, con la collaborazione della Banca di Piacenza, si è tenuto nella sala Panini di Palazzo Galli un affollatissimo incontro, in occasione della presentazione della nuova  edizione di un’opera antica e conosciutissima: “La Regola Salernitana della Salute”. Coautori a vario titolo di questa nuovissima e originale edizione sono il prof. Giovanni Sali, Renato Vermi e Luigi Galli, tutti tre piacentini, che possono legittimamente essere soddisfatti di aver messo a disposizione, per una (ri)lettura moderna e gradevolissima, un libro pubblicato per la prima volta attorno all’anno Mille, che non soddisfa solo la curiosità e il piacere della lettura, ma soprattutto ricorda molti dei principi fondanti della grande Medicina. Alle numerosissime edizioni a stampa della Regola Salernitana, susseguitisi nei secoli si aggiunge ora questa edizione tutta piacentina nella realizzazione, l’unica - per quanto risulta - corredata di illustrazioni specifiche per ciascuno dei 103 piccoli ma densi capitoletti della prima stesura.

L’incontro è stato moderato dal dottor Augusto Pagani, presidente dell’Ordine Provinciale dei Medici, che ha introdotto con appropriati concetti passerini 2-2-3l’opera e i curatori. Primo relatore Sergio Orlando, primario di Medicina Subintensiva del nostro Ospedale, che con sintetiche ed efficaci pennellate ha introdotto la folta platea nel mondo dei precursori medioevali della medicina, delle abbazie e dei seguaci della celeberrima Scuola Medica Salernitana, progenitrice a livello mondiale delle successive facoltà universitarie di medicina. Già la storia solo accennata di questa famosa Scuola Medica può ancora oggi stimolare l’interesse all’approfondimento culturale/storico di quella straordinaria istituzione ed anche della situazione culturale del tempo. Un lascito tangibile e conosciutissimo, forse il principale, della celebre Scuola Salernitana è proprio la Regola Salernitana della Salute.                                                                                                                                

Il professor Sali di quest’opera, notissima e diffusa da subito in tutta Europa, ha fatto cenno soprattutto alle diverse, sagaci intuizioni, molte delle quali troveranno progressivamente conferma, a distanza di secoli con la graduale affermazione della medicina scientifica. La rilettura moderna della “Regola”, sia da parte dei medici, che dei normali “consumatori di salute” è ancora oggi motivo di piacere intellettuale e di riflessioni non banali sulle problematiche (non solo sanitarie in senso stretto) che affliggono l’uomo, oggi come un millennio addietro, ai tempi della sua comparsa.                                                                                                                         

L’intervento conclusivo del dottor Luigi Galli ha riguardato la forma letteraria in gradevoli versi latini bassomedioevali anche di facile passerini 4-2memorizzazione, di cui è stata conservata in questa nuova versione italiana il ritmo e l’adesione al contenuto. Non meno importante e fondamentale caratteristica di questa nuova edizione – ha proseguito Galli - le felici illustrazioni di Renato Vermi, che rispettano fedelmente oltre all’ambientazione basso-medioevale anche il contenuto medico dei singoli testi. L’illustrazione mirata dei singoli capitoli rientra nella tradizione medioevale della comunicazione attraverso le immagini, dei grandi contenuti storici, mitologici e religiosi, a gran parte della popolazione, che non sapeva leggere, ma acquisiva contenuti culturali importanti proprio dalle sole immagini, spesso opere di artisti famosissimi, come nelle più importanti cattedrali, ma anche nelle pievi più diffuse. Al termine della seguitissima riunione i presenti hanno ricevuto il gradito omaggio di una copia dell’edizione speciale fuori commercio, pubblicata a cura del Rotary club Piacenza Farnese.

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