Resta in carcere il pusher trovato con 3 chili e mezzo di cocaina

L’uomo, un operaio albanese incensurato, non risponde al gip. Sulla sua auto scoperta un’intercapedine per nascondere la droga e mettere i trasporti al sicuro da occhi indiscreti

I soldi e la cocaina

I metodi sono quelli usati dai narcos per contrabbandare droga tra il Messico e gli Usa: intercapedini create ad hoc, e difficili da scoprire, su auto, camion e ogni mezzo di trasporto. E’ quello che gli investigatori della Squadra mobile hanno trovato sull’auto dell’albanese, poi arrestato perché in casa teneva 3 chili e mezzo di cocaina di ottima qualità e 30mila euro in contanti.

Il 28enne, accusato di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, resterà in carcere. Lo ha deciso il 23 agosto il giudice per le indagini preliminari Stefania Di Rienzo, che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. L’operaio bergamasco, che è incensurato, si avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo difensore, l’avvocato Alfonso D’Antuono aveva chiesto gli arresti domiciliari. Il pm Ornella Chicca, che ha coordinato l’indagine, aveva chiesto il carcere.

Le indagini della polizia continuano per cercare di stabilire la provenienza della coca e i collegamenti del presunto pusher che avrebbe avuto sì il ruolo di corriere, ma anche di venditore agli spacciatori. Insomma, non un pusher di piccolo livello. Un uomo “pulito”, senza precedenti penali e con un lavoro, non facile da scoprire, che da poco si era trasferito a Piacenza, alla Galleana, dove gli agenti hanno trovato la cocaina con cui, secondo una stima si sarebbero potute confezionare dosi per un valore al dettaglio di 250mila euro.

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