Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

«Richiamare la piacentinità di via Roma è inutile e squallido. Cosa vuol dire essere piacentini?»

I Giovani democratici di Piacenza intervengono con una nota nel dibattito su Quartiere Roma e puntano il dito sulla manifestazione degli ultras: «sbagliato affermare che la gran parte degli stranieri sia dedita a comportamenti incivili o penalmente rilevante. Questo è un triste slogan xenofobo»

«Noi Giovani Democratici siamo vivamente preoccupati per la manifestazione degli ultras del Piacenza nel Quartiere Roma dello scorso sabato. Non vogliamo discettare in merito all’opportunità che un gruppo di tifosi entri in un dibattito politico, per noi qualunque cittadino può esprimere posizioni politiche. Rileviamo però che le loro argomentazioni esulano dal campo della democrazia e della legalità». Lo affermano, in una nota, i Giovani Democratici di Piacenza.

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«Non neghiamo che la zona in questione presenti varie problematiche inerenti alla sicurezza ed alla convivenza civile - affermano - come rilevato anche dall’amministrazione comunale in carica, riteniamo però che i problemi non si risolvono con provocazioni o richiami identitari. Il problema, a nostro giudizio, non consiste nella composizione etnica del quartiere bensì nell’uso scorretto degli spazi pubblici e nelle numerose violazioni della legge».

E ancora: «Richiamare la piacentinità della zona è inutile e forse anche squallido. Cosa vuol dire essere piacentini? Non vi è una definizione precisa e sappiamo bene che le identità non sono fisse e stabili bensì mutevoli. Noi vediamo positivamente la presenza di diverse etnie, come una possibilità di arricchimento e scambio reciproco. Siamo contrari sia al multiculturalismo che all’assimilazionismo perché negano il dialogo reciproco e l’integrazione. Pensiamo che sia giusto che una donna musulmana sia libera di indossare il velo (che è ben diverso dal burqa) e che nelle scuole pubbliche italiane siano presenti simboli e momenti connessi alla tradizione cristiana. Sono entrambe espressione di culture che non devono essere cancellate ma che devono incontrarsi».

«Non vogliamo in nessun modo giustificare i cittadini stranieri che commettono azioni incivili o illegali. Crediamo che tutti siano responsabili delle proprie azioni e che chi infrange la legge debba pagarne le conseguenze. Riteniamo però sbagliato affermare che la gran parte degli stranieri sia dedita a comportamenti incivili o penalmente rilevante. Questo è un triste slogan xenofobo».

«Non crediamo che la soluzione dei problemi del Quartiere Roma sia un ritorno ad una piacentinità non meglio specificata. Pensiamo che debbano essere ridisegnate e implementate le politiche per l’integrazione, costruite in sinergia con gli attori del territorio e del terzo settore. Devono essere inoltre implementati i controlli sul territorio da parte delle Forze dell’Ordine. Su quest’ultimo punto l’amministrazione comunale si sta già attivando in quanto la Polizia Municipale ha aumentato la presenza in zona, in collaborazione con gli altri corpi di polizia. È presto per valutare gli effetti ma pensiamo che sia un passo verso la soluzione».

«Ci spiace però vedere - concludono - come nei discorsi pubblici in Italia i termini “sicurezza” e “immigrazione” siano sempre abbinati. È raro che si parli dei reali benefici dell’immigrazione nel mondo del lavoro, sulla fiscalità, le assicurazioni sociali, la cura di anziani e disabili. Questo non siamo noi a dirlo, è dimostrato da diversi studi specifici in particolare il Rapporto Caritas-Migrantes». 

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