«Piacenza invierà i rifiuti a Parma»: e l'inceneritore che fine fa?

Gli avvocati Allegri e De Angelis, che stanno combattendo la battaglia legale contro l'inceneritore nella città ducale, dicono che Enia si è ritirata dalla gara per la gestione del forno di Piacenza perdendo anche 40mila euro di cauzione e dietro questa decisione potrebbe esserci la chiusura dell'impianto"

Inceneritore di Borgoforte (Foto ceappc.it)

Lo stop ai lavori per il termovalorizzatore di Parma deve diventare definitivo, il rischio è infatti anche quello che la struttura diventi l'unico forno inceneritore dove smaltire i rifiuti non solo di Parma, ma anche di Reggio Emilia e Piacenza.

E' questo, in estrema sintesi, il nuovo allarme che lanciano gli avvocati Pietro De Angelis e Arrigo Allegri, già autori di sette esposti alla Procura della Repubblica di Parma, sul tema del polo ambientale integrato della città emiliana. "La Provincia ed il Comune di Reggio Emilia hanno recentemente comunicato ufficialmente che spegneranno il loro forno inceneritore e che utilizzeranno altre metodologie di smaltimento - scrivono i due legali in una nota - In precedenza il Comune di Piacenza aveva indetto una gara pubblica per l'adeguamento del locale forno inceneritore. Unico offerente Enia. Facile aggiudicazione, quindi, ma stranamente questa ha rinunciato a sottoporre l'offerta, perdendo anche 40.000 euro versati a titolo di cauzione per l'offerta.

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E' azzardato affermare che anche il forno di Piacenza, non adeguato alle nuove normative, verrà presto spento? E' pensar male che il Tvc di Iren, situato a Parma, brucerà anche i rifiuti di Piacenza e Reggio? O pensate che le limitazioni imposte dalla Provincia di Parma circa la provenienza e le quantità dei rifiuti, con deroghe già incorporate (punti 7 e 32 dell'autorizzazione provinciale) saranno dei baluardi inespugnabili?". Una previsione, concludono De Angelis e Allegri, ben poco rassicurante.

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