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Immagine di repertorio

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Rissa tra profughi ubriachi a Rivergaro: botte ai carabinieri che cercavano di separarli

Erano completamente ubriachi i tre giovani nigeriani richiedenti asilo che se le sono date di santa ragione all'interno della villetta in via Roma a Rivergaro. Arrestati per rissa e resistenza hanno patteggiato otto mesi

Erano completamente ubriachi i tre giovani nigeriani richiedenti asilo che nell serata del 29 gennaio se le sono date di santa ragione per futili motivi all'interno della villetta in via Roma a Rivergaro dove sono ospitati insieme ad altri stranieri. Le urla hanno richiamato l'attenzione di vicini che hanno chiamato i carabinieri. Quando sono arrivati i militari hanno trovato i profughi che si picchiavano, e uno di questi aveva anche un coltello da cucina, con il quale aveva colpito un connazionale al volto e a una mano. Ci sono voluti quasi 10 carabinieri per riportare la calma ma i nigeriani non hanno mancato di scagliarsi anche contro i militari con calci e pugni. Portati in caserma sono stati arrestati con l'accusa di rissa e resistenza e pubblico ufficiale. Nella mattinata del 30 gennaio sono stati processati per direttissima: il pm Antonio Rubino aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il giudice Luca Milano non ha accolto la richiesta. Difesi dagli avvocati Mara Tutone, Andrea Perini e Matteo Guarnieri, hanno patteggiato 8 mesi, pena sospesa e ora si trovano ancora nella struttura di via Roma a Rivergaro. 

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