"Maia", da Piacenza a un tombino della stazione Napoli

Maiem Osey, detto “Maia”, 41 anni di cui 12 vissuti a Piacenza. È lui per gli inquirenti del reparto investigativo dell'Arma, l'uomo che legava Piacenza alla mala napoletana. Portava la coca in città, spostandosi in treno e la smerciava alle lucciole nere sulla Caorsana. Ma dall'ultimo viaggio a Napoli, non è tornato. Finito ucciso a rasoiate in un tombino

Maiem Osey, originario del Ghana, aveva 41 anni. Abitava in piazzale Libertà, a Piacenza. Abitava, perchè di lui si erano perse le tracce per poi ritrovarle, lo scorso 28 febbraio, insieme al suo cadavere, in un tombino della stazione di Napoli.

Il giro che porta Maiem, meglio conosciuto come “Maia” da Piacenza e dal suo impiego regolare a Cortemaggiore fino alle fogne della città campana, è lungo. È lui, secondo gli inquirenti guidati dal tenente dei carabinieri Rocco Papaleo, il legame fra la città e la mala napoletana. È lui, perchè dopo le prime sbandate nel 2002, Maia inizia ad intrattenere rapporti “di lavoro” con le lucciole della Caorsana. Le supposizioni, nel corso delle indagini, diventano certezze.
  Maiem era entrato in un giro che presto si è rivelato per lui un buco nero senza uscita  

Compra la droga a Napoli, duecento grammi per volta, spostandosi con il treno. Poi, dà le dosi alle connazionali africane che battono sulla Caorsana e queste, le girano ai clienti. Un lavoro redditizio, per Maia. Le forze dell'ordine lo identificano spesso, quando setacciano la zona per via delle lucciole. Solo che l'ultima volta, qualcosa è andato storto e il ghanese, da Napoli, non è più tornato. Massacrato di botte da due uomini neri, secondo la testimonianza resa ai carabinieri campani da una prostituta bulgara, è stato ucciso e gettato in un tombino.

L'Arma, attraverso indagini e coordinamento, è risalita al probabile movente: Maia è indietro con i pagamenti e i suoi fornitori di droga lo ammazzano. Sul suo cadavere, rinvenuto a più di un mese dal decesso, tre rasoiate alla gamba sinistra, tre all'altezza del petto, una alla testa.

Una esecuzione in piena regola, che lega Piacenza e la sua piazza di coca, alla malavita organizzata partenopea. I due ghanesi segnalati dalla lucciola che si trovava nei paraggi la sera che Maia è stato ucciso, sono stati arrestati con l'accusa di omicidio.



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