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Al centro, il questore Salvatore Arena

Al centro, il questore Salvatore Arena

«Rubava per procurarsi i soldi della droga». Preso lo scippatore seriale: ha 17 anni

Finalmente ha un’identità ben precisa lo scippatore seriale della stazione. La squadra mobile di Piacenza, dopo mesi di indagini con la collaborazione anche dei carabinieri, ha individuato l’autore di almeno quattro dei dieci furti commessi negli ultimi quattro mesi ai danni di donne che salivano in auto nel parcheggio di viale Sant’Ambrogio

Finalmente ha un’identità ben precisa lo scippatore seriale della stazione. La squadra mobile di Piacenza, dopo mesi di indagini con la collaborazione anche dei carabinieri, ha individuato l’autore di almeno quattro dei dieci furti commessi negli ultimi quattro mesi ai danni di donne che salivano in auto nel parcheggio di viale Sant’Ambrogio. E’ un 17enne della Valdarda per il quale il tribunale dei Minorenni di Bologna ha disposto la custodia in un centro di accoglienza. «Siamo convinti che sia l’autore di quasi tutti gli episodi avvenuti in quella zona e stiamo ancora lavorando per raccogliere gli elementi per attribuirgli anche gli altri» afferma il dirigente della Mobile Salvatore Blasco.
Al di là dei furti commessi, però, il dato purtroppo più significativo di questa indagine della polizia di Piacenza riguarda l’ambito umano. Spiega Blasco: «Si tratta di un giovane pesantemente gravato all dipendenza dalla droga nonostante la giovane età. E proprio per  procurarsi il danaro che serviva all’acquisto di stupefacenti commetteva questi scippi con cadenza regolare».
Facendo però attenzione - dicono in questura - a non farsi prendere, evitando di agire quando sapeva che i controlli nella zona erano aumentati.

La tecnica utilizzata era semplice ed efficace. Sempre la stessa: si accovacciava tra le auto in sosta nel parcheggio in attesa di veder arrivare una donna al telefonino. Quando la vittima saliva in auto lui apriva la portiera velocemente, o approfittava del finestrino abbassato, per prendere la borsetta e scappare di corsa. Poi si appartava lungo i binari, svuotava le borsette tenendo gli oggetti di valore e i soldi, e infine saliva sul treno per tornare a casa sua. Agiva così repentinamente che nessuna delle vittime è mai riuscita a vederlo in faccia. Qualche testimone sì però, e questo ha aiutato non poco gli agenti nelle indagini, oltre alle tracce lasciate dai telefonini che erano stati rubati.
Qualche giorno fa gli agenti in borghese si sono presentati nella sua abitazione per una perquisizione, trovando della droga. «La famiglia, marocchina, è gente per bene. Lavoratori e onesti. Ovviamente ci sono rimasti male quando hanno saputo di cosa era accusato loro figlio» dice il dirigente della squadra mobile.

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