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Cronaca

«Russomando era tra chi contestava l’iniziativa contro l'erba della morte»

Il leghista Massimo Polledri organizzò il convegno “L’erba della morte” in Sant’Ilario lo scorso luglio: «Tra i contestatori c'era anche il giovane protagonista dei due gravi incidenti, ora quell’erba che difendeva sta uccidendo. In troppi hanno banalizzato il tema, la droga è una fregatura»

«Contestava l’erba della morte, ora quell’erba sta uccidendo». Massimo Polledri, storico esponente della Lega (assessore alla cultura fino all’ottobre scorso con un passato da deputato e senatore), non va per il sottile nel commentare i due tragici schianti di cui si è reso protagonista il 24enne Luca Russomando, ora agli arresti domiciliari. Alterato da alcol e droghe il giovane al volante ha provocato ferite gravi a quattro persone nel giro di pochi minuti. «Alcuni amici – Massimo Polledri-10spiega Polledri – mi hanno segnalato che dai social del giovane si può notare come fosse tra i contestatori del convegno organizzato nel luglio scorso contro le droghe». L’iniziativa “L’erba della morte” in Sant’Ilario aveva infatti subito critiche e una contestazione vivace, che impedì al convegno di dibattere. «Siamo stati contestati e derisi anche da questo giovane uomo – riflette Polledri -. Se fossimo stati ascoltati di più ora la sua vita, e quella di altre quattro persone, non sarebbe rovinata. E chi banalizza rischi e pericoli delle droghe è purtroppo complice. Non è alternativa, non è social, non è progressista: l’erba è solo una grande fregatura». «Dai social si vede che è un cultore della cannabis – prosegue Polledri nel suo intervento -, non si può scherzare su queste cose: questa è veramente l’erba della morte. In troppi hanno banalizzato questo tema, ora si saranno accorti di quanto può essere banale il male. In più la droga provoca un appiattimento emotivo: questo giovane ha investito una persona, era “strafatto” e non se ne è accorto, quando sei così non ti “tocca” più niente».

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