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Cronaca Pecorara

Salgono in montagna gli spiriti vinosi di Fava e Rossi

Il loro "Doppio gioco" sarà presentato sabato a Pecorara

Mentre a Verona “Vinitaly”  celebra i fasti del vino italiano, a Pecorara nella perla montana della Valtidoncello, sabato 16 aprile dalle ore 16  si celebrano a più voci con parole e bollicine, le glorie di Dioniso e Noè. L’occasione è l’incontro con “Doppio Gioco” il  libro a due di Umberto Fava e Maurizio Rossi (Edizioni Scritture) che, dopo la presentazione l'ottobre scorso in Fondazione a Piacenza, sarà di nuovo all'attenzione dei lettori.  Il volumetto pieno di spiriti vinosi ed effervescenze fantastiche sarà nella capitale dell'Alta Valtidoncello ospite del ristorante “La Colombina” e dei suoi gestori Laura e Gianfranco.

Alla “Colombina”,  si giocherà non solo un gioco squisitamente letterario, ma anche quello più propriamente realistico, partecipativo e coinvolgente di offrire ai presenti bicchieri di “quello buono” proveniente, in parte, anche dalle vigne e dalla stessa cantina, un tempo realmente esistenti, descritte, trasfigurate e rese musicali nel racconto di Fava. Sarà a partire dalle 16 un pomeriggio di prosa e poesia dedicato al tema del buon vino da inneggiare ed anche da bere. Un raduno letterario-enologico con liriche appositamente composte per l'occasione da Gianfranco Marinoni, il poeta-ristoratore due volte vincitore del Premio Valtidoncello. Versi di poesia e pagine di narrativa versati come Gutturnio o Ortrugo nel bicchiere o nello “scudlein” con i due racconti di “Doppio Gioco”:  “Quella vigna profuma di donna” di Fava e “Gli Spiriti del vino” di Rossi.

Non capita tutti i giorni di potersi accostare ad una simile “agape fraterna”, ossia di potersi trovare – pur fra interposti “ambasciatori letterari” quali gli scrittori Umberto Fava e Maurizio Rossi e il poeta Gianfranco Marinoni – coll’antico dio dell’ebbrezza, benevolo nume governante da sempre “Gli spiriti del vino” particolarmente cari al Rossi, e col vecchio Noè, primo vignaiolo e cantiniere della storia post-diluvio, capitato in una magica vigna (per la precisione nelle purtroppo ex “Vigne di Sara” di Sariano di Gropparello), grazie alla penna altrettanto magica di Umberto Fava, che in tale splendido contesto ambientale mette in scena il racconto fantastico “Quella vigna profuma di donna”.

Storia nella quale vini, marinai di terra, violiste, pianiste, galli parlanti, “siure”, cantinieri e ciurme alcoliche di quel simpatico vecchione di Noè osannano il vino e il buon vivere senza tempo, ammantato di poesia e accarezzato dal mito trascinante dell’intramontabile e biblico divo.

Se il tempo non farà dispetti, l'incontro avverrà all'aperto, davanti alla “Colombina”, e sarà accompagnato da mescite e da musiche con un paio di chitarre, fra cui quella di Domenico Restuccia, medico del paese.  La partecipazione - con relativa attenzione e libere bevute – è aperta a tutti.

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