Salumificio Giordano, quando la tecnologia si sposa con la tradizione

Inaugurazione del rinnovato stabilimento di Carpaneto. La forza di una buona squadra: la famiglia Michelazzi e uno staff di giovani con un'ottima preparazione artigianale

Un momento dell'inaugurazione da sin Rabboni, Parenti, Tanara, Michelazzi

L’inaugurazione del rinnovato stabilimento di Carpaneto alla presenza di numerose autorità e rappresentanti di enti pubblici, associazioni di categoria e della cooperazione. La forza di una “buona squadra”: la famiglia Michelazzi e uno staff di giovani con un’ottima preparazione artigianale. Quattro milioni  di euro di investimento.

“Questa è la festa dell’imprenditorialità, dell’innovazione e della tradizione e quando un’impresa investe per vincere sui mercati, è una festa per tutti, soprattutto in un periodo dove spesso ci troviamo di fronte a situazioni di difficoltà. Per questo quando un’azienda, come i Giordano di Carpaneto, si potenzia, arreca alla società un messaggio di fiducia per poter riprendere un positivo cammino”.

Così l’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni nel suo intervento di saluto nel corso dell’inaugurazione del rinnovato salumificio Giordano di Carpaneto, “una realtà- ha ricordato Giuseppe Michelazzi (che con la madre ed il padre è proprietario) che si fonda su un lavoro di squadra, con tanti giovani che hanno accresciuto la loro professionalità operando in azienda insieme, in armonia. Con questa festa (il rinnovamento ha comportato investimenti per oltre 4 milioni di Euro)- ha ribadito Giuseppe- noi abbiamo voluto aprire le finestre sulla nostra azienda dove si sono coniugate innovazione tecnologica e tradizione, una manualità essenziale per fare prodotti di qualità, perché noi diamo prodotti che vanno in bocca alla gente, quindi devono essere completamente sicuri ed assolutamente buoni”.

Così questa inaugurazione del tutto informale, in amicizia, è stata caratterizzata dalla dimostrazione pratica di come si preparano i nostri tre Dop, coppa, salame e pancetta, e pure il culatello. Salumi eccezionali, frutto di una millenaria cultura del territorio che presuppongono una lavorazione ed una stagionatura accurata, secondo un rigido disciplinare garantito dal Consorzio dei salumi piacentini. Così Stefano ed Ivan, con Giuseppe attento e preciso commentatore, hanno preparato in diretta i tre Dop ed il culatello, evidenziando come, ancora una volta, sia l’artigianalità il fulcro essenziale per ottenere salumi di alta qualità.

“A Bologna in un recente convegno- ha precisato Rabboni- i dati di Nonisma hanno evidenziato come il settore agro-alimentare sia l’unico ancora dinamico, soprattutto per l’export; la nostra regione è la migliore in Italia; queste cifre dimostrano le capacità, la tradizione e la vocazione dei nostri territori, con i Dop ed Igp che fanno da traino anche per gli altri prodotti. Dietro a ciò- ha ribadito Rabboni- ci sono imprenditori ed anche una discreta sinergia tra organizzazioni economiche ed istituzioni pubbliche, perché questo richiedono le sfide che ci attendono”.

Rabboni ha ricordato il miliardo di Euro stanziato tra 2007 e 2013 a favore della modernizzazione degli impianti, la nascita di organismo interprofessionale per il gran suino pesante per Emilia- Romagna e Lombardia con l’intento di armonizzare i rapporti tra allevatori e trasformatori per fronteggiare l’aumento dei costi delle commodity. “Ci vuole- ha concluso- gioco di squadra che sostenga imprenditori coraggiosi come la famiglia Michelazzi”.

“La Camera di Commercio- ha precisato il presidente Giuseppe Parenti- è pronta a riconoscere un consistente premio al salumificio che arriverà a marchiare a Dop la totalità della propria produzione. Parma ci trainerà nell’innovazione perché dobbiamo avere il coraggio di cambiare”.

Per Paolo Tanara presidente del Consorzio prosciutto di  Parma, chi fa parte del gruppo “Eccellenze Italia” come i Michelazzi, condivide valori che sono sostenuti da una cultura delle qualità dei prodotti, una cultura eno-gastronomica che noi esportiamo in Brasile ed in altre nazioni del mondo, con i Dop che rappresentano il meglio della produzione locale”.

Al termine, una visita alle rinnovate strutture di lavorazione e stagionatura tradizionale, quindi un brindisi di buon lavoro, naturalmente con i Dop del salumificio Giordano.

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