San Nicolò, Veneziani: «Lampugnana piena di gente, cosa non è chiaro del decreto? State a casa»

Non solo in città si registrano casi di raggruppamenti di persone a camminare e a correre

La rabbia e la frustrazione di non poter far nulla le ha sfogate su Facebook. Troppe persone a passeggiare senza rispettare le distanze di sicurezza, troppi assembramenti, in una parola: troppi rischi di diffusione del coronavirus. Raffaele Veneziani, sindaco di Rottofreno, ieri non ce l’ha fatta più e ha affidato a Fb il proprio disappunto. I provvedimenti del Governo concedono sì di passeggiare - a debita distanza ed evitando di riunirsi o stare vicini - ma non prevedono sanzioni. A fronte di tantissimi piacentini che rispettano la basilare regola #stateacasa ce ne sono, purtroppo, altri che con leggerezza, menefreghismo, incoscienza continuano a comportarsi come se nulla fosse: corse e biciclettate in gruppo, grigliate, cene in compagnia di amici. Il sindaco è giustamente intervenuto, ma chissà in quante altre strada di Raffaele Veneziani-4campagna, in collina, in montagna accade ciò che è accaduto domenica mattina a Rottofreno. Scampagnate nei boschi, sui prati, passeggiate nel verde. Tutto bello, certo: peccato che si faccia tutto senza rispettare la distanza di sicurezza.

I controlli non riescono a garantire il rispetto delle regole né a cogliere sul fatto i furbetti del «tanto a me il virus non mi prende” o che «tanto la polizia non mi “becca” o che “ma cosa vuoi che succeda». Atteggiamenti sconsiderati che potrebbe pagare chi si comporta in modo corretto, sia con eventuali contagi, sia con ulteriori limitazioni della libertà. Atteggiamenti irresponsabili e da bambini. Come quell’uomo in Campania, che, intervistato in tv, aveva detto sorridendo e sminuendo che sì c’era stata qualche festa di compleanno o di carnevale, «ma erano solo festicciole».

La strada Lampugnana (che va da San Nicolò a Rottofreno), nel mirino di Veneziani, è solo la cartina di tornasole: «Di questo passo mi costringerete a chiudere la strada, come i parchi a Piacenza o il Lungo Trebbia a Rivergaro” ha postato il primo cittadino. Bene, ma più che minacciare avrebbe dovuto chiuderla subito. Se viene fatta una piccola concessione e poi qualcuno se ne approfitta, allora è giusto intervenire con durezza. Vizi italici sempre pronti a essere negati in favore di pubbliche virtù. Peccato che i Dpcm (sigla che sta per decreto del premier) non prevedano sanzioni, in questo caso pecuniarie, che avrebbero forse fatto scendere in strada meno allegramente chi pensa che in questo periodo di ferie obbligate si possa fare tutto ciò che si vuole.

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