Sanità, riorganizzazione servizio emergenza, Bignami (Fi): «Salvaguardare diritto salute»

Il timore sollevato da Bignami è che «In questa sperimentazione non siano salvaguardate la salute e il diritto alla salute dei cittadini e che siano svalutate e non valorizzate le competenze mediche»

Nel piacentino, in seguito a una decisione del Servizio sanitario regionale, è in fase di "sperimentazione" la riorganizzazione del servizio di emergenza e assistenza diretta sul territorio. Lo segnala il consigliere Galeazzo Bignami (Fi) in un’interrogazione a risposta immediata in Aula, evidenziando che questa sperimentazione riguarda la “distrettualizzazione operativa di Tango 50 (auto infermieristica) e Tango 51(auto medica)", che prevede un periodo di sperimentazione H24, nell’area urbana di Piacenza, da aprile a giugno 2015, dei due tipi di mezzi etichettati come Als o soccorso avanzato.

Obiettivo della "distrettualizzazione operativa", prosegue, è quello di monitorare gli interventi dei due mezzi Als nelle rispettive aree di competenza e l’appropriatezza di invio da parte della Centrale operativa negli interventi in codice rosso e giallo avanzato.

Il timore sollevato da Bignami è che in questa «Sperimentazione non siano salvaguardate la salute e il diritto alla salute dei cittadini e che siano svalutate e non valorizzate le competenze mediche».

Il sindacato dei medici italiani, riferisce il consigliere, considera che “un paziente in pericolo di vita abbia la necessità di essere preso in carico da una équipe sanitaria 118 completa (composta per la parte sanitaria da un infermiere e da un medico)” e contesta “la decisione in chiave economicistica della ‘sperimentazione’, poiché farebbe passare il messaggio che le figure sanitarie dell'infermiere e del medico siano assimilabili se non sovrapponibili”.

Di qui, la richiesta rivolta alla Giunta regionale di esprimersi sulla decisione assunta e se ritenga che salute e diritto alla salute delle persone siano adeguatamente tutelate e salvaguardate, anche perché- stigmatizza Bignami- è la riorganizzazione complessiva del sistema sanitario regionale che lascia “perplessi”.

Il sistema di emergenza territoriale nell’area piacentina, risponde l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, «Dispone di mezzi di soccorso medicalizzato a Piacenza, Bobbio e Farini e di mezzi di soccorso avanzato infermierizzato in Val Tidone, in Val d’Arda (due) e a Piacenza dotati di adeguati strumenti tecnologici. Tutto il personale, sia medici che infermieri,-aggiunge- ha seguito un iter formativo, sia con corsi organizzati dell’Azienda Usl, che esterni, per acquisire un’adeguata ‘clinical competence’ per il trattamento dei principali quadri patologici in emergenza: arresto cardiaco, traumi, insufficienza respiratoria acuta, Stemi, stroke, gestione delle vie aeree, maxiemergenze, intossicazioni acute, anafilassi».

«Per pianificare le priorità di intervento dei singoli mezzi in relazione alla gravità presunta del paziente-prosegue- si è proceduto a definire, per le singole aree territoriali, i mezzi per il soccorso avanzato che la centrale 118 deve attivare per primi».

Nell’area urbana di Piacenza, inoltre, «Avendo disponibili due mezzi avanzati- spiega ancora Venturi- uno medicalizzato e uno infermierizzato, sono stati definiti in via sperimentale i territori di competenza in base a criteri di vicinanza ai luoghi di intervento. Le procedure poi non escludono che in caso di particolare gravità/complessità il mezzo medicalizzato possa essere inviato in appoggio a quello infermierizzato».

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Si ritiene per l’occasione opportuno, segnala Venturi, «Suggerire all’Ausl di Piacenza di aggiornare le attuali procedure sperimentali prevedendo che questa possibilità possa essere comunque prevista in casi di particolare gravità/complessità. L’attuale modello organizzativo non ha comportato alcuna diminuzione né nella dotazione di personale, che di mezzi, ma è una modalità per rendere più rapido e efficiente l’intervento. È evidente- replica Bignami- che la risposta non ci lascia soddisfatti e che la sperimentazione in questo settore non ci trova consenzienti, ma ho intravisto nella risposta dell'assessore la volontà di trovare soluzioni e di dialogare in discontinuità con i suoi predecessori». 

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