«Sapevo già le domande, il concorso dell'Asl era truccato»

Rivelazione di segreti di ufficio, al via il dibattimento che vede imputato Giuseppe Arcari, dirigente amministrativo Asl. L'imputato: «Ho fatto tutto correttamente»

Avrebbe fatto conoscere in anticipo a una partecipante i temi del concorso per un posto di dirigente all’Asl di Piacenza. Lei, però, due giorni prima del concorso aveva inviato una serie di e-mail ai carabinieri del Nas, spiegando di essere a conoscenza degli argomenti di esame. E dopo il concorso, i carabinieri avrebbero accertato che in realtà gli argomenti indicati dalla donna erano quelli sottoposti all’esame, per la prova pratica e quella orale. I militari avevano così avvertito la procura, facendo scattare l’indagine.

E’ cominciato il 7 giugno, davanti al collegio presieduto dal giudice Gianandrea Bussi, il processo nei confronti di Giuseppe Arcari, dirigente amministrativo dell’USL e attuale responsabile degli acquisti.

Il dirigente, accusato di rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio (reato che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni), è difeso dagli avvocati Cosimo Pricolo e Antonio Trabacchi.

Il concorso si è tenuto nel marzo del 2010 a Piacenza. Davanti ai giudici, e al pubblico ministero Antonio Colonna, sono stati sentiti alcuni testimoni, tutti dirigenti Ausl che facevano parte della commissione di esame, di cui Arcari era presidente. Al termine, i giudici hanno anche sentito lo stesso dirigente imputato.

E’ stato spiegato il meccanismo che portava alla preparazione delle prove e uno dei dirigenti ha ricordato come nei primi anni 2000 si fossero tenuti moltissimi concorsi per assumere dirigenti.

La donna era arrivata quarta. Un paio di anni prima, in un altro concorso, era arrivata terza. L’USL di Forlì l’aveva chiamata - la legge prevede che altri enti pubblici possano utilizzare le graduatorie di altri concorsi - ma lei aveva rifiutato.

Il concorso riguardava un posto da dirigente amministrativo nell’area tecnica. Arcari ha spiegato come è avvenuta la preparazione del concorso, dicendo di aver operato in modo corretto. Erano stati presi appunti sui temi su cui sarebbero state incentrate le prove, insomma esistevano delle bozze. Il dirigente, poi, ha sottolineato di aver sempre portato con sé il foglio con le bozze il suo computer.

Le future prove - pratica, scritta e orale - erano state abbinate a un numero, redatto su un foglietto. Per rendere il concorso imparziale, il candidato avrebbe pescato un foglietto da un contenitore e gli esaminatori avrebbero abbinato il numero alle domande.

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