Cronaca

Scarichi abusivi nel Trebbia: la polizia denuncia un'azienda di Corte Brugnatella

Si servivano di una fossa abusiva per depositare i fanghi residui dal trattamento di materiali come la ghiaia. Scoperti e denunciati dalla Polizia i titolari e l'autista alle dipendenze di un'azienda di Corte

“Scaricavano nel Trebbia acque reflue”, ha affermato il responsabile del Servizio Territoriale “acque frutto del lavaggio di materiali inerti”.  Le indagini, supportate dall’ impegno di Ettore Sassi dell'Arpa di Piacenza, hanno portato alla denuncia tre persone.
I trasgressori si servivano di una fossa abusiva per depositare i fanghi residui delle medesime lavorazioni.

Le indagini hanno pertanto accertato che nel fiume venivano scaricate le acque reflue frutto del trattamento di materiali come la ghiaia.  Materiali, come è stato più volte ribadito nella conferenza, che andavano ad alterare la naturalità del fiume, accentuando la torpidità del fiume.

I due titolari di una ditta specializzata di Corte Brugnatella, piacentini di età compresa tra i 40 e 50 anni, sono stati denunciati assieme ad un loro autista, colto in flagrante:  attraverso quest’utimo i carabinieri sono arrivati ai mandanti.  L’uomo stava utilizzando un’incavatura di 6 metri per 6, una vera propria fossa collocata abusivamente su un terreno demaniale, per stipare i fanghi residui delle lavorazioni.


Le denunce per scarico abusivo di acque reflue e gestione non autorizzata di rifiuti nelle acque piacentine non sono una novità purtroppo.  Ricordiamo il caso del lavaggio delle betoniere nel Nure.  La Guardia Forestale allora indagò sullo stabilimento di Vigolzone che agli inizi del 2008 scaricava abusivamente residui di demolizione e di asfaltature.

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