Scarpa su San Damiano: «Abbiamo una proposta ma prima va accertato l’interesse degli operatori economici»

Tra gli organismi che da tempo seguono e battono questa strada c'è il Consorzio Servizi Infrastrutture e Logistica Piacenza (COSIL)

Dopo la soppressione del 50esimo stormo, il futuro dell’aeroporto militare di San Damiano è al centro di tentativi volti a trovare un futuro utilizzo della struttura che ha avuto un impatto importante per il territorio piacentino. In questo senso da parte del Ministero ci sarebbe la piena volontà di accogliere e valutare eventuali proposte avanzate dal nostro territorio. Tra gli organismi che da tempo seguono e battono questa strada c'è  il Consorzio Servizi Infrastrutture e Logistica Piacenza (COSIL), il cui presidente Federico Scarpa,  unitamente al generale di brigata aerea Renzo Rossi e al pilota Tullio Bionda, ha presentato in conferenza stampa la memoria “Aeroporto di piacenza San Damiano.Una risorsa disponibile”, documento che troverebbe d’accordo Provincia e Confindustria, enti ai quali è stato anticipato.

Nel corso della presentazione Scarpa ha evidenziato la necessità che i Consiglieri regionali e i politici in genere, abbiano ad agire in sintonia con gli operatori economici del territorio, azione elusa sino a oggi, ma che potrebbe essere recuperata attraverso un tavolo di coordinamento presieduto dal presidente della Provincia Rolleri, allo scopo di individuare i reali problemi che sono sul tappeto e definire“chi fa che cosa”. L’operazione San Damiano – insiste Scarpa – si sviluppa e si conclude se gli operatori economici locali e internazionali individuano in questa struttura un elemento di sviluppo per i propri affari. Altro punto da tenere monitorato è il ventilato smantellamento del radar e delle attrezzature connesse; senza la disponibilità di queste infrastrutture i costi di conversione dello scalo diventerebbero insostenibili. Occorrono poi chiarimenti: dal presidente della  Regione Bonaccini che non perde occasione di manifestarepreferenzeper lo sviluppo dell’aeroporto di Parma verso i cargo e dal sindaco di San Giorgio che subordina l’assenso del Comune al compimento della tangenziale di San Polo.

La memoria presentata dal Cosil prevede tre possibili scenari:

CHIUSURA DEFINITIVA DELL’ENTE

E’ al momento la soluzione che sembra stia percorrendo l'Aeronautica Militare: porterebbe alla trasformazione della struttura in distaccamento Aeronautico privo di ogni componente operativo per il tempo necessario allo smaltimento delle strutture e la conseguente cessione al Demanio.Tale soluzione, con tempistiche lunghe, porterebbe a una possibile acquisizione, ma senza salvaguardare ogni assetto pregiato della struttura come pista e radio assistenze le quali, senza la dovuta manutenzione diverrebbero inutilizzabili.

CESSIONE AI PRIVATI

Una cessione diretta a privati richiederebbe investimenti altissimi per l'acquisto e soprattutto per l'esercizio. Fanno scuola al proposito Comiso e Forlì. 

UTILIZZO MISTO

Appare la soluzione ottimale. Lo struttura, opportunamente ridimensionata, rimarrebbe dell'aeronautico militare, così come già si è verificato per gli aeroporti di Roma Ciampino e Verona Villafranca e anche per Pisa, Rimini, Treviso S. Angelo, Brindisi, Grosseto, Latina e Trapani. Sull'esempio dei precedenti aeroporti una piccola società potrebbe iniziare ad operare con investimenti e costi contenuti. L'aeronautica manterrebbe una base di appoggio e di possibile rischieramentofornendo anche un servizio alla comunità in tempi di spending review... Lo studio predisposto dal COSIL si articola in tre fasi con l’indicazione di tempi, investimenti, mezzi e infrastrutture.

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