Cronaca

Paolo Lanna (Cgil): «No all'austerità, sì ad un piano per il lavoro»

Manifestazione in piazza Cavalli nella giornata europea contro l'austerità. Lanna: «Indispensabile ricostruire una solidarietà tra i cittadini europei affinché le rivendicazioni siano sempre più forti»

Alcuni manifestanti in piazza Cavalli

Sono 23 su 27 i Paesi che hanno manifestato contro la politica dell'austerità che sta portando tutto il continente europeo al declino. Sono quattro i Paesi in cui si è scelto lo sciopero generale, oltre all'Italia anche Spagna, Portogallo e Grecia scenderanno in piazza per suonare la “sveglia” all'Europa.

Sono due gli elenchi contenuti nel documento della Ces, il comitato dei sindacati europei, alla base della protesta: "quello che rifiutiamo e quello che proponiamo". Il secondo ben più lungo del primo, a riprova del fatto che "una protesta contro la condizione esistente ha l'obiettivo di lanciare con forza le proposte per cambiare in meglio una situazione ormai insostenibile".

Secondo il segretario generale della Cgil di Piacenza, Paolo Lanna, "è indispensabile innanzitutto ricostruire una solidarietà tra i cittadini europei affinché le rivendicazioni siano sempre più forti, come la lotta allo smantellamento dello stato sociale, alla flessibilità del mercato del lavoro, alla privatizzazione dei servizi pubblici, alla pressione sul ribasso dei salari, alla diminuzione delle pensioni".

 “Il carattere europeo della giornata di lotta – ha sottolineato in conferenza stampa il segretario generale della Cgil regionale Emilia Romagna Vincenzo Colla - rappresenta una novità importante, che unisce i sindacati di tutti i paesi d’Europa nella protesta contro politiche sbagliate, che producono tagli di bilancio e piani cosiddetti di salvataggio i quali servono in realtà da pretesto per rimettere in discussione i diritti del lavoro e le protezioni dello stato sociale.”

Gli effetti di recessione, di aumento della disoccupazione, della precarietà e delle disuguaglianze, di rischio per la coesione sociale, mentre il debito continua a salire, secondo Colla sono sotto gli occhi di tutti. Per questo “la Cgil e i sindacati europei esigono una svolta sociale e politica che costruisca finalmente una fase di sviluppo e nuovi posti di lavoro, che pensi più alla produzione che alla produttività, che crei fiducia e speranza nelle popolazioni sfiancate da tanti sacrifici di cui non si vede il risultato.”

L’Emilia Romagna rientra pienamente nei trend di durissima crisi che persevera in Italia dal 2008, aggravati dalle conseguenze del terremoto di maggio. Nei primi nove mesi del 2012 si contano in territorio regionale ben 63 milioni di ore di cassa integrazione (ordinaria, straordinaria, in deroga), in aumento rispetto al 2011, che riguardano circa 60.000 addetti.

Dopo i volantinaggi, incontri nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro per divulgare la piattaforma della protesta a cui ha aderito la Cgil e che vede la Camera del Lavoro di Piacenza impegnata con tutte le categorie, nel pomeriggio del 14 novembre in piazza Cavalli erano presenti tanti lavoratori, anche di quegli stabilimenti piacentini che stanno affrontando un periodo difficile come Atlantis e Rdb.

 

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