Cronaca Località Veleia

Veleia, i cani sulle tracce di Sebastiani: trovato un giaciglio

Ad individuare questa specie di buca ricoperta da rami e foglie di fico sono stati due cani delle unità cinofile. All'interno pare non vi fosse nulla e di Massimo ed Elisa non c'è ancora nessuna traccia

Unità cinofile al lavoro (foto Gatti)

Piccola svolta nel giallo della scomparsa di Elisa e Massimo. Le unità cinofile durante una battuta nella giornata de 31 agosto hanno fiutato tracce di Sabestiani tra Veleia di Lugagnano – dove da oggi è stato trasferito il campo base – e Carignone di Morfasso. Addirittura queste avrebbero condotto a una sorta di giaciglio di fortuna costruito con alcuni rami: forse lì ha dormito Massimo in queste notti di fuga.

Ad individuare questa specie di buca ricoperta da rami e foglie di fico sono stati due cani delle unità cinofile: entrambi, partiti da due punti diversi, hanno condotto volontari e carabinieri in un punto ben preciso nei pressi di rio Freddo. È stata ispezionata dai carabinieri ma all’interno pare non vi sia stato trovato nulla. E la conferma che quello possa essere un riparo di fortuna costruito da poco, forse due giorni, sarebbe l’assenza in quella zona delle piante di fico.

A Veleia dall’alba stanno operando più di centocinquanta persone tra volontari di Protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri e soccorritori. Al lavoro anche i nuclei specializzati dei vari corpi, oltre all'elicottero dei carabinieri. Dei due, il tornitore di 45 anni e l’impiegata di 28, non c’è ancora alcuna traccia.

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