Scoperta la prima fabbrica italiana di sigarette di contrabbando, piacentino arrestato

Loris Sabatucci, 42enne di Piacenza, in manette insieme ad altri due uomini. A Pavia un capannone per la produzione di milioni di sigarette, a due passi da Piacenza la base logistica con i materiali per la produzione

Nelle immagini il blitz della finanza che ha portato all'arresto del 42enne piacentino

E' un piacentino l'uomo che è ritenuto il capo dell'organizzazione smantellata dall'indagine della Guardia di Finanza di Pavia, e che l'altro giorno ha portato al blitz in un capannone, nel Pavese, trasformato in una fabbrica clandestina di sigarette di contrabbando. La prima mai scoperta in Italia, e con numeri da capogiro visto il sequestro di qualcosa come 12 tonnellate di sigarette, già impacchettate in stecche e pronte per finire sul mercato dell'Est Europa, e altre 24 tonnellate di tabacco, trinciato e in polvere, quattro tonnellate di prodotti necessari per la lavorazione, il materiale per il confezionamento delle sigarette (pacchetti di una nota marca, cellophane, carta argentata) e tutti i macchinari, a quanto pare importati dall'Est.

In manette è finito Loris Sabatucci, piacentino di 42 anni, volto noto a Piacenza e anche alle forze dell'ordine. I militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Pavia hanno bloccato un carico di sigarette appena fabbricate, a bordo di un Tir, che stava per prendere la via dell'Austria. Sabatucci stava facendo da staffetta al camion quando è stato bloccato dalla Finanza. In manette anche i due autisti, due moldavi, Giorgio Buzu, 28 anni e Ion Bustic di 32 anni. Tutti accusati del reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Nella giornata del 4 dicembre un altro sviluppo investigativo importante, questa volta a due passi da Piacenza. Qui Sabatucci era affittuario di un capannone vicino a Guardamilgio nel quale i carabinieri della Compagnia di Codogno hanno effettuato un blitz trovando ancora tanta roba: numerosi bancali interi di carte e filtri per realizzare le sigarette e i pacchetti, oltre a imballaggi e infinite bobine di carta. Quindi una sorta di base logistica per la produzione. La procura della Repubblica di Pavia ha disposto il sequestro di tutto quanto. 

Stando a quanto riferisce la Finanza di Pavia, il tabacco proveniva dal Brasile via mare, sia quello trinciato che quello in polvere. Poi, nel maxi capannone di Pavia, avveniva la produzione a ritmi impressionanti, con tanto di operai al lavoro per venti ore al giorno. La finanza è convinta che la produzione di 40 milioni di sigarette avrebbe fruttato alla banda circa 11 milioni di euro dalla vendita sul mercato clandestino.

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