Scuola, ecco il protocollo d’azione quando si verificano i presunti sintomi da Covid

L'Ausl precisa le procedure previste: lo studente isolato in una stanza della scuola, in attesa dell’arrivo dei genitori. Poi interviene il medico di famiglia o pediatra, tampone in 6 ore se il caso è un sospetto Covid

Se un bambino o un ragazzo a scuola non sta bene, cosa si fa? L’Ausl prova a chiarire il protocollo d’azione in questo caso.

Ogni scuola ha nominato un referente Covid – docente o no – che è formato per isolare lo studente che ha i sintomi in classe. Lo studente verrà isolato in una stanza dedicata solo a questo genere di casistica. «Il genitore – spiega Marco Delledonne, responsabile del Dipartimento di sanità pubblica, insieme al direttore sanitario dell'Ausl Guido Pedrazzini - deve venirlo a prendere e portarlo a casa. I genitori devono contattare immediatamente il pediatra o medico di famiglia: questo si preoccupa di effettuare una specie di Triage telefonico, informandosi sulla situazione dello studente. Se il medico lo ritiene un caso sospetto, segnala al Dipartimento di sanità pubblica dell’Ausl la necessità di eseguire un tampone. E arriva l’Usca a domicilio, in meno di sei ore». In 36 ore si dovrebbe avere l’esito.

In caso di positività di uno studente la stessa scuola “interrogherà” la classe per conoscere i contatti più stretti del positivo. «Se ci fossero problemi – aggiunge Delledonne – manderemo a casa la classe, ma non tutta la scuola. La scuola si chiude solo in caso di diversi focolai. Andremo avanti “cum grano salis”, cercando di valutare situazione per situazione».  

E chi rimane a casa da scuola? «Quando si ha timore di un’assenza prolungata viene segnalato dalla scuola all’Ausl, che si assicura che il medico di famiglia (o pediatra) sia al corrente della situazione». Per una riammissione a scuola – dopo la positività - è necessario il doppio tampone negativo. Insomma, un sistema basato sulla responsabilità di tutti gli attori in gioco – scuola, studenti, famiglie, medici di famiglia e pediatri.

Nel frattempo l’Ausl comunicato che lo screening sul personale docente e scolastico del Piacentino ha dato ottimi risultati. Ha partecipato ai test gratuiti messi a disposizione il 73% delle persone che ne avevano diritto (4222 su 5518) e nessuna di queste è risultata positiva ai tamponi (260 positivi a sierologici). La stessa azienda sanitaria ha offerto la stessa possibilità ai docenti e personale delle università piacentine di aderire: in 300 alla Cattolica e in 150 al Politecnico si sono sottoposti ai tamponi e anche in questo caso nessuna positività registrata.

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