Secondo blitz dei facchini licenziati alla Gls: «Ridotti alla fame, ridateci il lavoro»

Dalle 21.30 alle 23 bloccato il lavoro in via Riva. Presentato una richiesta urgente da parte dell'avvocato di Usb circa la sentenza della Cassazione che di fatto reintegra i lavoratori licenziati. Sul posto la polizia

La polizia davanti alla Gls di Montale nella serata del 25 novembre (foto Gatti)

A pochi giorni dal primo blitz, nella serata del 25 novembre è avvenuto il secondo da parte dei facchini licenziati da Gls e reintegrati nella sentenza della corte d'appello di Bologna del 28 ottobre che ha riconosciuto le ragioni della protesta (l'occupazione del tetto dell'hub di Montale per 15 giorni circa due anni fa). Secondo quanto appreso l'avvocato del foro di Brescia, Jacobo Sanchez Codoni ha presentanto una richiesta urgente al giudice per dimostrare le condizioni dei 16 lavoratori che dovrebbero rientrare al lavoro: cassa integrazione esaurita, conti in rosso e impossibilità nel mantenere le proprie famiglie: «Una situazione pesante che non è più sopportabile - spiega Paolo Campioni delegato confederale provinciale Usb - in via Riva. Abbiamo chiesto un incontro con il prefetto ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. Noi chiediamo solo l'applicazione della sentenza. Abbiamo anche scritto al vescovo per avere un aiuto, una presa di posizione. Verso le 21.30 dieci facchini sono entrati e come nello scorso blitz sono saliti sulle saracinesce e si sono incatenati alle linee di smistamento dei colli, bloccando il lavoro. Alle 23 hanno lasciato autonomamente lo stabilimento e l'hub ha proseguito l'attività. Sul posto per mediare e verificare che non ci fosse nessuna violenza la polizia, la Digos e i poliziotti del Reparto Prevenzione Crimine. «Un reintegro  - prosegue Usb - che Natana Doc Spa (fornitore di servizi nell'hub piacentino di Gls) non vuole ora attuare sostenendo che al momento del licenziamento era operante la Seam srl, una società riconducibile però alla galassia Natana Doc, e in liquidazione, ai cui vertici stanno esponenti della medesima famiglia. Insomma, il classico cambio di nome, di intestatario, per non "pagare dazio". A questo "gioco di prestigio" non ci piegheremo».

polizia protesta montale gls 2020-2

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