Semina il panico a Bettola, torna in carcere il 29enne accusato anche dell'aggressione ai profughi

E' finito di nuovo alle Novate il 29enne Luigi Campelli che nel tardo pomeriggio del 5 aprile ha terrorizzato Bettola. L'uomo ha danneggiato almeno 5 auto con una spranga e altri oggetti. Completamente ubriaco ha seminato il panico fino a quando è stato bloccato da un taglialegna e poi dai carabinieri sulla provinciale poco prima del ponte del paese

Le Novate

E' finito di nuovo alle Novate il 29enne Luigi Campelli che nel tardo pomeriggio del 5 aprile ha terrorizzato Bettola. L'uomo ha danneggiato almeno 5 auto con una spranga, ha scagliato in strada sedie, tavoli e tutto ciò che si trovava davanti.  Completamente ubriaco ha seminato il panico fino a quando è stato bloccato da un taglialegna e poi dai carabinieri sulla provinciale poco prima del ponte del paese. Si è scagliato contro i militari di Rivegaro e quelli del paese (sul posto anche il comandante Gianluigi Morenghi), insieme al sindaco Paolo Negri. I carabinieri sono riusciti non senza fatica a bloccarlo e a caricarlo in auto nonostante fosse estremamente violento per evitare che potesse essere linciato da diversi cittadini spaventati e infastiditi dalle condotte del giovane.  Accusato di resistenza, oltraggio e minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento è comparso in tribunale difeso dall'avvocato del foro di Lodi Gaetano Marchesi, per la direttissima davanti al pm Giulio Massara e al giudice Laura Pietrasanta. Per lui è stato disposto il carcere in attesa del processo che è stato rinviato a maggio. Il suo legale ha chiesto una valutazione psicologica come già fatto in precedenza e che venga avviata una terapia per i disturbi legati all'alcol. Campelli ha risposto alle domande del giudice, e ha detto di essere dispiaciuto. L'uomo era uscito due giorni fa dalle Novate. L'uomo sta affrontando il processo che lo vede imputato per lesioni aggravate, porto di oggetti atti all'offesa, violenza privata, ingiurie, minacce, tentato incendio, stalking, accuse aggravate dal movente razziale. Secondo le accuse del pm Emilio Pisante a Bettola ai primi di settembre dello scorso anno, lui e altri due uomini avrebbero gettato liquido infiammabile nella casa che ospitava alcuni richiedenti asilo africani in paese. Poi, un ivoriano sarebbe stato colpito e ferito - ma solo da una persona - con una spranga in mezzo alla strada e ferito. Il sindaco di Bettola, Paolo Negri ha commentato così il grave episodio: «La mia cittadinanza è molto preoccupata. Si tratta di una persona ormai imprevedibile. Ringrazio i carabinieri che sono sempre fondamentali specialmente nei paesi. A loro va la mia estrema riconoscenza . Tempestivi, pronti e professionali hanno evitato il peggio. Immediatamente, per il ruolo che ricopro e per le responsabilità che ho verso i miei cittadini, ho avvisato il comandante provinciale dell'Arma, e successivamente il prefetto e il questore: siamo molto preoccupati per il comportamento sempre pù violento di quest'uomo». 

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