Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Tutti condannati i carabinieri della caserma Levante: pene da 3 a 12 anni

A quasi un anno dalla maxi operazione Odyssèus che portò anche al sequestro della caserma Levante arriva la sentenza per cinque carabinieri, quelli che hanno scelto il rito abbreviato: 12 anni a Giuseppe Montella, 8 anni a Salvatore Cappellano, 6 anni a Giacomo Falanga, 4 anni per il maresciallo Marco Orlando e 3 anni e 4 mesi per Daniele Spagnolo

Da sinistra il sostituto procuratore Matteo Centini e il procuratore capo Grazia Pradella, nell'altra immagine in primo piano il sostituto procuratore Antonio Colonna (Foto Gatti)

A quasi un anno dalla maxi operazione Odysséus che portò anche al sequestro della caserma Levante arriva la sentenza per cinque carabinieri, quelli che hanno scelto il rito abbreviato. Dopo una giornata dedicata alla repliche, dopo poco pIù di due ore di camera di consiglio il gup Fiammetta Modica ha emesso la sentenza: 12 anni di reclusione a Giuseppe Montella, 8 anni a Salvatore Cappellano, 6 anni a Giacomo Falanga, 4 anni per il maresciallo Marco Orlando e 3 anni e 4 mesi per Daniele Spagnolo.

Così Grazia Pradella, capo della Procura di Piacenza, all'uscita dall'aula subito dopo la sentenza: «Questo processo offende ancora prima delle vittime, cioè le persone picchiate e arrestate illegittimamente, la parte sana, che è la stragrande maggioranza, dell'Arma dei carabinieri: credo che l'Arma si debba ritenere soddisfatta di aver ricevuto in questa sede una giustizia anche risarcitoria».

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GLI IMPUTATI - Sul banco degli imputati del processo che prevede lo sconto di un terzo della pena ci sono cinque carabinieri della caserma di via Caccialupo arrestati il 22 luglio 2020 nell’ambito della maxi inchiesta coordinata dai pm Matteo Centini, Antonio Colonna e dal procuratore capo Grazia Pradella. Gli imputati davanti al gup Fiametta Modica sono Giuseppe Montella, Salvatore Cappellano, Giacomo Falanga, Daniele Spagnolo e Marco Orlando. Solo il collega Angelo Esposito ha scelto il rito ordinario che non prevede benefici di sorta e che ovviamente sta seguendo un altro corso. Sono tuttora aperte altre posizioni di diversi militari per i quali le indagini non sarebbero ancora concluse. 

Colonna antonio-2LE RICHIESTE DI PENA - Per Giuseppe Montella erano stati chiesti 16 anni, un mese e 10 giorni, più 6mila euro di multa, per l'appuntato Salvatore Cappellano erano stati chiesti 14 anni, cinque mesi e dieci giorni di reclusione; per l'appuntato Giacomo Falanga 13 anni; per il carabiniere Daniele Spagnolo 7 anni e 8 mesi; per il maresciallo Marco Orlando 5 anni. Queste le richieste di pena davanti al giudice per i cinque militari che hanno scelto il rito abbreviato. «Traditori di tutti i principi in cui magistrati, carabinieri e cittadini credono, sono traditori dello Stato» li definì il procuratore Grazia Pradella al termine della requisitoria dell'accusa.

ATTENUANTI - A Montella erano state riconosciute le attenuanti prevalenti: perché ha collaborato e ammesso le proprie responsabilità, a Cappellano (difeso dall'avvocato Paolo Fiori) quelle equivalenti così come a Spagnolo che è stato assolto peraltro per il capo 42 (difeso dagli avvocati Francesca Beoni e Aldo Truncè). Le parziali ammissioni di Spagnolo e Cappellano hanno permesso di ritenere le circostanze attenuanti generiche in misura equivalente alle contestate aggravanti. Nessuna attenuante invece per Falanga (difeso da Daniele Mancini e Paolo Molaschi) e Marco Orlando (difeso da Antonio Nicoli). Marco Orlando e Daniele Spangolo non si trovano più ai domiciliari ma hanno il divieto di dimora nel Piacentino.  Giuseppe Montella ha invece ottenuto i domiciliari il giorno prima della sentenza. Nell’inchiesta finirono anche pusher (alcuni anche parti civili) e “civili” che scelsero di patteggiare, per loro la sentenza arriverà a settembre 2021. 

LE ACCUSE – Giuseppe Montella ha 58 capi di imputazione ed è accusato di estorsione, peculato, lesioni, falso, sequestro di persona, abuso d’ufficio, truffa, spaccio e tortura. Salvatore Cappellano è accusato di tortura, peculato, lesioni, spaccio, falso, sequestro di persona, abuso d’ufficio e truffa militare per 33 capi d’imputazione. Il maresciallo Marco Orlando deve rispondere di abuso ufficio per mancata segnalazione di un assuntore di droga alla Prefettura, falso e di un episodio di spaccio (arresto di Israel) per un totale di sette capi di imputazione. Il carabiniere Daniele Spagnolo invece è accusato di peculato, falso ideologico, omessa segnalazione di un assuntore di droga alla Prefettura, abuso d’ufficio, tortura (i suoi legali denunciarono per calunnia Paolo Silvestris) e infine truffa militare per cui però è stato assolto: quel giorno non era in servizio, per un totale di 22 capi di imputazione. Giacomo Falanga è accusato di tortura, falso, lesioni, violenza privata, sequestro, abuso d’ufficio e peculato per un totale di 30 capi d’imputazione per 18 episodi.

DODICI PARTI CIVILI - Le richieste di risarcimento vanno da un minimo di 4mila euro e un massimo di 300mila euro per un totale di circa 900mila euro. Sono dodici in tutto tra sindacati e persone: PDM, NSC, SILCA, l’avvocatura dello Stato, Osvaldo Padron Lopez, Lyamani Hamza, Seniguer Megid, Ghormy El Mehedi, Paolo Silvestris, Luca Montone, Andrea Bonetti, Elsayed Atef Elazhari.

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