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Prefettura

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«Senza prefettura, questura e vigili del fuoco chi gestirebbe le emergenze?»

Assemblea dei lavoratori Prefettura, Questura e Scuola Allievi Agenti: «Rigettiamo l'accorpamento. Si creerebbe la mancanza di un presidio che gestisca le situazioni di emergenza, non ultima la grave alluvione che ha colpito il nostro territorio la settimana scorsa»

L'Assemblea dei lavoratori di Prefettura, Questura e Scuola Allievi Agenti di Piacenza, riunita il 22 settembre, respinge con forza l'ipotesi di riorganizzazione del Ministero dell'Interno avanzata dal Governo con lo schema di Dpr consegnata il 9 settembre e che prevede 23 "accorpamenti territoriali", che altro non sono se non la chiusura, definitiva entro il 31 dicembre 2016, delle sedi accorpate, tra cui Piacenza.

L'Assembla "ribadisce il ruolo preziosissimo degli uffici periferici del Ministero dell'Interno (Prefettura, Questura, Comando Vigili del Fuoco) per garantire, soprattutto in questo momento di massima emergenza in materia di gestione dell'immigrazione, della sicurezza e lotta alla criminalità organizzata, una presenza attiva e concreta dello Stato sul territorio, per assicurare, in ossequio alla Costituzione, le migliori soluzioni alle problematiche sociali e civili che quotidianamente colpiscono i cittadini".

"Con la chiusura di questa Prefettura e il ridimensionamento della Questura, si creerà la mancanza di un presidio che gestisca le situazioni di emergenza, non ultima la grave alluvione che ha colpito il nostro territorio la settimana scorsa, che coordini le operazioni delle Forze di Polizia, che disponga gli immediati interventi di Protezione Civile, che gestisca l’accoglienza dei profughi e che permetta ai cittadini di espletare i propri diritti e doveri, in quanto la relativa chiusura degli sportelli non permetterebbe l’erogazione di servizi importanti, quali: cittadinanza, profughi e immigrazione, depenalizzazione, antimafia, polizia amministrativa e protezione civile, ritiro patenti/dissequestri, servizio elettorale e raccordo con gli enti locali, anagrafe, stato civile, ordine e sicurezza. Inoltre, tale provvedimento potrebbe avere effetti negativi, anche, sulla locale Scuola Allievi Agenti di Polizia alla quale non verrebbero più affidati i corsi di formazione". Si legge in una nota. 

"In un periodo in cui vengono spesso a mancare solide prospettive per il futuro, abbandonare questo territorio alla criminalità, alle calamità naturali e alla crisi derivante dalla mancanza di lavoro, che ha colpito molte famiglie piacentine, vuol dire rendere più critica e inaccettabile una situazione già di per sé grave. Per tutti questi motivi, l'assemblea chiede alle organizzazione sindacali di farsi portavoce presso le sedi opportune, a partire dai parlamentari del territorio piacentino e della Regione, affinché lo schema di DpR di riorganizzazione del Ministero dell'Interno presentato il 9 settembre venga ritirato e/o modificato anche in virtù della prossima costituzione degli UTS che saranno, nel territorio, il punto di convergenza e di massima rappresentanza dello Stato nei territori". Conclude. 

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