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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Il Si Cobas perde in Cassazione: i venti cellulari sequestrati rimangono alla procura

Scontri davanti a FedEx-Tnt. I dispositivi vennero sequestrati nella notte tra il 9 e il 10 marzo quando la polizia eseguì le ordinanze di custodia cautelare al termine delle indagini lampo della procura e che portarono a 29 persone indagate. Respinto il ricorso del Si Cobas

Ulteriori elementi utili per capire cosa è accaduto esattamente anche la sera del 1 febbraio 2021 in via Dei Dossarelli quando si verificarono scontri (tra cui una fitta sassaiola) nei quali erano rimasti feriti alcuni poliziotti e carabinieri che cercavano di disperdere il blocco degli operai Tnt-FedEx iscritti al Si Cobas davanti all’hub assieme anche ad esponenti del collettivo Controtendenza, potranno essere carpiti nelle chat e nelle memorie di almeno 20 cellulari. I dispositivi vennero sequestrati ai manifestanti nella notte tra il 9 e il 10 marzo quando la polizia eseguì le ordinanze di custodia cautelare su disposizione del gip Luca Milani al termine delle indagini lampo della procura e che portarono a 29 persone indagate a vario titolo per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravata, violenza privata e occupazione di suolo pubblico, furono sette le misure cautelari (due domiciliari e 5 divieti di dimora). Ai domiciliari (ora revocati) finirono Mohamed Arafat e Carlo Pallavicini (segretario e vice del Si Cobas piacentino).

scontri tnt cobas-2-2-2Per i manifestanti invece (appartenenti al Si Cobas e al collettivo di Controtendenza), che hanno sempre rigettato con forze le accuse «erano state le forze dell'ordine a dare il via all'aggressione nei nostri confronti. Siamo stati trattati come criminali quando invece stavano solo facendo gli interessi dei lavoratori contro la paventata chiusura dell'hub piacentino, chiusura diventata poi reale». La tensione tra procura e sindacato da quel giorno è alta. Contro il provvedimento di sequestro dei cellulari i legali del Si Cobas, tra i quali l’avvocato del Si Cobas, Eugenio Losco, avevano fatto appello al tribunale del Riesame e poi in Cassazione, perdendoli entrambi pertanto i dispositivi ora rimangono nelle mani della procura. Pende peraltro una richiesta di incidente probatorio per clonare le sim e i dati per analizzarli e per capire, attraverso la lettura di chat di messaggistica, le comunicazioni avvenute tra gli appartenenti al sindacato tra il 28 gennaio e l'8 febbraio (giorno in cui vennero tolti i blocchi) e quelle avvenute la sera del 1 febbraio, giorno degli scontri.

Nei giorni scorsi duecento appartenenti al sindacato autonomo si erano presentati davanti al tribunale per manifestare contro la decisione del sostituto procuratore Matteo Centini, titolare della indagini, di fare ricorso in Cassazione contro il pronunciamento della Corte d’Appello di Bologna che aveva rigettato il primo ricorso della procura che chiedeva l'applicazione di ulteriori 13 misure cautelari nei confronti di altrettanti militanti del Si Cobas, tra le quali anche l'arresto per il sindacalista Bruno Scagnelli. La richiesta del magistrato fu poi bocciata anche in Cassazione nelle ore successive al sit-in. Il sindacato autonomo aveva dichiarato in una nota: «Questa è la coda velenosa dell’operazione-porcata con la quale in marzo furono tratti in arresto Arafat e Carlo e denunciati altri 27 operai del polo logistico “rei” di aver scioperato per difendere il loro posto di lavoro». 

CHIUSURA TNT, SINDACATI E ACCORDI – I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno trovato un accordo con la multinazionale dopo una lunga e faticosa trattativa e riguarda i 265 lavoratori della società Alba rimasti senza lavoro dopo la chiusura, improvvisa, nel marzo scorso, dell’hub logistico del gruppo Fedex-Tnt. L’accordo prevede la ricollocazione di 51 lavoratori negli altri siti Fedex-Tnt di Bologna, Firenze ed Ancona. Per tutti gli altri è previsto un incentivo economico all’esodo. Chi ha più di dieci anni di anzianità riceverà fino a 48mila euro («sono il 98% di quel sito», fanno sapere Cgil, Cisl e Uil). Per quelli sotto ai 10 anni di lavoro, la cifra è di 28mila e 500 euro. Inoltre, è previsto un piano di formazione per il ricollocamento. E se Fedex-Tnt aprirà mai in futuro un nuovo hub piacentino, questi lavoratori avranno la precedenza per l’assunzione.  Il Si Cobas invece, che sta trattando con il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha chiesto l’assunzione di almeno il 50% dei lavoratori e ha rifiutato ricollocamenti negli stabilimenti citati sopra.

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