Sfruttamento della prostituzione e schiavitù: nigeriana arrestata in Belgio e tradita dai social

Rintracciata in Belgio la 37enne nigeriana dovrà scontare undici anni e tre mesi di reclusione. Le indagini erano state condotte dalla squadra mobile di Piacenza. Faceva parte di un sodalizio criminale collocato tra Crema e Rottofreno dedito alla tratta di connazionali obbligate poi a prostituirsi

Immagine di repertorio

Riduzione e mantenimento in schiavitù, tratta di persone, sfruttamento della prostituzione e lesioni personali. Di queste accuse deve rispondere Judith Omoruyi, 37enne nigeriana condannata nel 2014 a undici anni e tre mesi e di fatto quindi latitante da quattro anni, bloccata in Belgio e destinataria di un mandato di arresto europeo. Lì la donna si era rifatta una vita.  E' stata rintracciata a Liegi con l'aiuto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno grazie a tecniche investigative di "Open Source Intelligence", che hanno permesso di cristallizzare informazioni a lei collegabili mediante raccolta e consultazione di fonti  riferite a terze altre persone, in buona parte social network. I dati così ottenuti, interfacciati con altre banche dati, hanno permesso di giungere alla localizzazione della latitante.

WhatsApp Image 2018-08-22 at 13.25.57-2 La cittadina nigeriana, faceva parte di un sodalizio criminale collocato tra Crema e Rottofreno dedito alla tratta di lucciole nigeriane. L'operazione "Trolley" e condotta nel 2012 dalla Squadra Mobile di Piacenza, aveva portato all’emissione da parte della Procura della Repubblica di otto misure cautelari (tre nigeriani e cinque italiani) su impulso della Direzione Distrettuale Antimafia. Nell’ambito dell’indagine nel 2015 vennero arrestati anche due italiani, uno originario di Catanzaro e residente  a Piacenza  (sentenza di condanna di 8 anni e 6 mesi per concorso in favoreggiamento, sfruttamento della prostituzione e riduzione in schiavitù) e l’altra di nazionalità italiana ma di origine Nigeriana, entrambi in regime di attuale carcerazione. La nigeriana è stata estradata dal Belgio il 20 agosto e portata all'aeroporto di Fiuminicino dagli agenti dell'Interpol. Ora si trova al carcere romano di Rebibbia.

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