Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Via Caorsana

Ragazze mandate in strada a prostituirsi, marito e moglie a processo

E' cominciato il processo a carico di cinque persone (tre italiani e due straniere), imputate di sfruttamento della prostituzione, che avevano creato il redditizio giro sulla strada nel 2010. Tra gli imputati anche marito e moglie

“Gestivano” quattro ragazze mandandole a prostituirsi lungo la Caorsana per dividersene i guadagni. E’ cominciato il processo a carico di cinque persone (tre italiani e due straniere), imputate di sfruttamento della prostituzione, che avevano creato il redditizio giro sulla strada nel 2010. Il processo è stato rinviato in novembre, a causa di una eccezione preliminare riguardante l’irregolarità di una notifica. Davanti al collegio, il pubblico ministero Emilio Pisante ha portato l’esito di due distinte indagini, poi riunite in una sola, svolte dalla Squadra Volante e dai carabinieri del Reparto operativo di Codogno.

Marito e moglie, lui italiano lei romena, erano le menti del traffico, secondo gli inquirenti. Tutti i protagonisti risiedevano nella zona di Castelnuovo Bocca d’Adda (Lodi). I primi ad accorgersi di uno strano via vai di persone non del luogo sono stati gli abitanti. I carabinieri di Castelnuovo hanno raccolto le voci, cominciando a indagare. Poi è stata la volta dei colleghi di Codogno. Intanto, in città, gli uomini delle Volanti avevano avviato un’indagine sulle ragazze in strada. Qui, l’inchiesta era partita dopo una lite per lo spazio lungo la Caorsana.

Una prostituta aveva detto alla polizia che era stata avvicinata e che le era stato intimato di spostarsi perché quelle quattro ragazze, tra i 20 e i 35 anni di età, avevano la “precedenza”, anche perché i loro guadagni di una giornata superavano gli 800 euro.Al termine delle indagini, sono stati denunciati in cinque. Alcune delle ragazze versavano la metà dei loro incassi, mentre altre l’intero guadagno perché la coppia si occupava di loro ospitandole e provvedendo ai loro bisogni. Una situazione squallida che non ha fatto demordere moglie e marito. Finiti nel mirino delle Forze dell’ordine a Piacenza, i due avevano deciso di spostarsi in Puglia per ricominciare l’attività. Qui, però, sono stati fermati di nuovo, finendo in carcere.

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