Sì al confronto tra madre e figlio, accusati di aver ucciso Giuseppina Pierini

Processo del futuro: l’avvocato di Facebook in aula estrae in 15 minuti dal computer le conversazioni dal profilo Facebook di Maria Grazia Guidoni. Disposta una nuova perizia psichiatrica sull’imputata

Giuseppe Vaciago

Madre e figlio, entrambi accusati dell’omicidio di Giuseppina Pierini, si confronteranno in aula, come ha stabilito il presidente della corte di Appello, Italo Ghitti. Inoltre, su Maria Grazia Guidoni - imputata domicilio premeditato insieme con il figlio Gino Laurini (ma lui ha scelto il rito abbreviato) - sarà eseguita una nuova perizia psichiatrica. Intanto, questa mattina 7 aprile, in aula è andato in scena un anticipo del processo del futuro: un testimone, un avvocato di Facebook Italia, ha rintracciato al computer alcune conversazioni tra Guidoni e il suo compagno Andrea Tana nei primi giorni del 2012. Infine, la corte ha rigettato una richiesta della difesa di una perizia sul profilo Facebook di Guidoni per evidenziare eventuali conversazioni, messaggi cancellati e IP di utenti che si sono collegati con l’imputata.

GIUSTIZIA E NUOVE TECNOLOGIE Giuseppe Vaciago, avvocato milanese, è stato chiamato come teste della difesa dagli avvocati Paolo Ronsisvalle e Roberta Sofia, che assistono Guidoni. Vaciago era stato delegato, per i procedimenti penali, dal legale rappresentante di FB Italia. Rispondendo alle domande della Corte e della difesa, Vaciago ha detto che era possibile rintracciare le conversazioni avvenute tra Guidoni e Tana agli inizi di luglio 2012. In aula sono stati portati i contatti tra il 2010 e il 2017, ma non i contenuti. Vachiamo ha detto che se avesse la password avrebbe potuto controllare il periodo tra il 2 e il 4 luglio. Ghitti ha allora nominato Vaciago, per svolgere un esperimento giudiziale. I difensori si sono opposti, affermando che quella era una perizia. Il legale, ottenuta la password da Guidoni, in un quarto d’ora ha estrapolato i dati. Il risultato è che nei giorni richiesti dal presidente Ghitti non risultavano messaggi tra Guidoni e Tana. Per esami più approfonditi sarebbe necessari una perizia sul computer di Guidoni, ma, alla fine, la richiesta è stata rigettata. Guidoni allora ha reso dichiarazioni spontanee: «Sono sicura che la sera del 2 luglio ho scambiato messaggi con Tana su Facebook».

IL CONFRONTO Madre e figlio saranno messi a confronto. Lo ha deciso la corte sulla base delle dichiarazioni contrastanti rese da Guidoni in aula con quelle del figlio Gino, durante l’incidente probatorio. Il figlio, però, essendo imputato in reato connesso potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere.

NUOVA PERIZIA L’incarico per una nuova perizia psichiatrica è stato affidato al medico milanese Raffaele Castiglioni. Lo psichiatra, fra 60 giorni, dovrà dire se Guidoni - in relazione a tutti i reati di cui è accusata - era in grado di intendere e di volere. La nuova perizia è stata disposta dopo che la psichiatra e criminologa Isabella Merzagora aveva rinvenuto una capacità “grandemente scemata”. Merzagora sarà la consulente della difesa, mentre anche il pm Roberto Fontana nominerà un proprio perito. Guidoni potrebbe essere sottoposta ai test il 28 aprile, nel carcere di Modena, dove è detenuta.

IL PRIMO MARITO In aula sarà chiamato a testimoniare l’ex marito di Guidoni, Giuseppe Bacci. L’uomo dovrà dire se i figli Matteo e Benito erano a Follonica (Grosseto) i primi di luglio del 2012 (Guidoni avrebbe accompagnato i figli al mare, all’epoca, al termine della scuola. Nel mirino, c’è la data del 2-3 luglio quando sarebbe avvenuto l’omicidio di Pierini). Stamattina, è stato sentito anche un sottufficiale dei carabinieri che aveva svolto le indagini. Dai tabulati telefonici è emerso che il cellulare di Benito Bacci era a Folloìnica all’1 al 3 luglio, mentre il 5 la cella agganciata era quella di Pontenure.

IL FATTO Il corpo di Pierini venne ritrovato la sera del 12 novembre 2015 nel podere di Massa Marittima (Grosseto). Accusati dell’omicidio - avvenuto secondo la procura il 3 luglio 2012 a Pontenure - dell’allora 63enne sono la figlia Maria Grazia Guidoni, 46, e il nipote (figlio di Maria Grazia) Gino Laurini, di 23. Le accuse sono di omicidio volontario premeditato, con le aggravanti di averlo commesso su una persona, un familiare, con minorata difesa (un’anziana malata di Alzheimer), per motivi futili e abbietti. Entrambi sono anche accusati di distruzione di cadavere. La donna, inoltre, deve anche rispondere di falso, per aver denunciato la scomparsa della madre.

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