Cronaca

Si Cobas all'attacco: «Siete filo-padronali». Ma davanti alla Cgil scatta il «presidio democratico» 

Si è conclusa pacificamente la manifestazione del sindacato autonomo in aperta polemica con l'organizzazione di via 24 Maggio sulla vicenda Fedex-Tnt. Ma i toni degli attacchi reciproci restano molto alti

Il presidio davanti alla Cgil

Si è conclusa nella tarda mattinata di lunedì 12 aprile la manifestazione indetta dal sindacato SiCobas davanti alla Cgil di Piacenza, e organizzata proprio in aperta polemica e contratto con l'organizzazione sindacale di via 24 Maggio. Da un lato della strada un centinaio di appartenenti al Si Cobas hanno indirizzato attacchi verbali verso la Cgil. Dall'altro lato, la Camera del Lavoro ha "schierato" all'ingresso qualche decina di tesserati con la casacca rossa come presidio. Al centro della polemica, come noto, la vicenda della chiusura di FedEx-Tnt. Fortunatamente non vi sono stati particolari momenti di tensione e la manifestazione si è conclusa pacificamente grazie anche alla presenza di un nutrito servizio d'ordine garantito dalla questura di Piacenza, dai carabinieri e dalla Polizia locale.

Molto accesi invece gli animi, da entrambe le parti, per quel che riguarda i contenuti della vicenda, con una escalation, nelle ultime ore, di accuse reciproche affidate alle rispettive note stampa invade alla redazione. «Non è con la contrapposizione tra sindacati che si costruiscono le battaglie a difesa dei lavoratori - scrive la Cgil di Piacenza - Non è gettando fango addosso ad altri lavoratori o a un sindacato che si avvicinerà l’obiettivo di far tornare sui propri passi una multinazionale che ha deciso di chiudere: una scelta gravissima, immotivata e inaccettabile quella di FedEx Tnt che contrasteremo in ogni modo - a partire dai tavoli istituzionali».


«Lunedì 12 aprile la Camera del Lavoro di Piacenza è rimasta regolarmente aperta - sottolinea Cgil Piacenza - e si è fatto presidio democratico più forte: come dal primo giorno di pandemia e come succede dal 1891, la tutela del lavoro ed i servizi a pensionati e cittadini saranno garantiti. Ringraziamo qui e subito i tanti compagni e le tante compagne che ci stanno mandando messaggi di solidarietà che preludono ad un loro coinvolgimento lunedì 12 aprile a testimoniare il presidio democratico, pacifico e di civiltà che rappresenta la Cgil a Piacenza, e in Italia».


«Da 130 anni e 10 giorni, la Camera del Lavoro di Piacenza difende i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici - afferma l'organizzazione piacentina - Dai braccianti del 1891 ai rider dei giorni nostri, la storia della Cgil è storia di difesa dei lavoratori e delle lavoratrici, di lotte per l’eguaglianza, la legalità, la fratellanza e la pace tra i popoli; i valori scolpiti nella Carta Costituzionale sono i punti di riferimento del nostro agire. Difesa del lavoro e della democrazia da fascismo, mafia, terrorismo che non sono mai riuscite ad ammainare la bandiera della Cgil sempre alta in chi, ogni giorno, si spende ora come allora nella difesa dei diritti del lavoro e dei più deboli. Lunedì 12 aprile la Camera del Lavoro di Piacenza sarà regolarmente aperta e si farà presidio democratico più forte: come dal primo giorno di pandemia e come succede dal 1891, la tutela del lavoro ed i servizi a pensionati e cittadini saranno garantiti».

Molto aspro l'attacco del SiCobas alla Cgil contenuto in una nota ufficiale del coordinamento provinciale di Piacenza. 
«Nella giornata odierna l’“assedio della dignità” ha inaugurato una nuova pagina di storia per la classe operaia piacentina, mettendo in piazza una vergogna senza precedenti per la storia della Cgil. Erano presenti addirittura lavoratori iscritti alla stessa Cgil e ad altri sindacati confederali, mobilitatisi contro l’atteggiamento filo-padronale agito dalla Filt-CGIL di Piacenza contro la classe operaia piacentina. Nonostante la Cgil abbia chiamato a sua difesa una sorta di “servizio d’ordine” composto da pensionati e da uno sparuto gruppo di operai da fuori Piacenza, la manifestazione degli operai piacentini si è svolta con regolarità e calma come da loro preannunciato. La classe operaia ha dimostrato di non farsi spaventare: non è qualche impiegato stipendiato che può intimorire chi ogni giorno lavora e si spacca la schiena. Vi è un altro contesto in cui in questi giorni gli operai avevano trovato un medesimo servizio “sicurezza”: si tratta dei bodyguard schierati da Fedex-TNT contro gli scioperi operai. Veder replicato il modello aziendale “Fedex” da parte di un sindacato lascia quantomeno interdetti, soprattutto perché volto a contrastare la sacrosanta libertà di critica e manifestazione, a fondamento della nostra democrazia e oltretutto in modo non autorizzato come invece era la manifestazione degli operai. Se il SiCobas organizzasse manifestazioni di questo tipo, sicuramente avrebbe un grave ritorno repressivo».

«Le provocazioni della Cgil, che aveva cercato di aizzare gli animi dei lavoratori gli uni contro gli altri, non sono pertanto andate a buon fine e il diritto democratico di critica ha potuto concretizzarsi in una manifestazione pacifica e contraddistinta dall’assenza di bandiere, su richiesta degli operai appartenenti a diverse sigle che la hanno convocata. Il messaggio degli operai della logistica, asse portante del tessuto produttivo piacentino, è stato molto chiaro: la Filt-CGIL deve smetterla di utilizzare il suo ruolo per contrastare le rivendicazioni operaie agendo un ruolo filo padronale. Tutti gli interventi hanno rimarcato il danno subito nelle loro vite lavorative in ragione dell’azione della Filt-CGIL, e manifestato insofferenza verso gli ulteriori colpi portati in questi giorni con la collaborazione alla chiusura del sito Fedex-Tnt».

«Gli operai hanno annunciato di voler replicare questa manifestazione sotto la sede nazionale della Cgil a Roma, per dar modo di esprimersi anche agli altri operai penalizzati dalle scelte della Cgil. Oltre a questo, garantiscono che sono disposti a lottare per mesi senza retrocedere di un millimetro per ottenere la riapertura del sito Fedex-TNT di Piacenza, a supporto dei cui lavoratori è stata aperta una cassa di resistenza a livello nazionale. Gli operai si appellano agli iscritti Cgil sensibili alla loro resistenza affinché abbandonino in modo simbolico il sindacato, comprendendo il legame a doppio filo con la controparte padronale».

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