Atti osceni davanti ai ragazzini, condannato a due anni

Con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico (avvenuti a Podenzano e Rivergaro) è stato condannato a due anni, senza sospensione condizionale della pena

(Repertorio)

Si è masturbato davanti a una ragazzina e non era la prima volta. Perché un paio di mesi prima, in un parco giochi a Rivergaro, si era esibito di fronte ad altri due ragazzini. Con l’accusa di atti osceni in luogo pubblico, un uomo O.G., è stato condannato il 27 marzo alla pena di due anni. Senza sospensione condizionale della pena. Il presidente del Collegio, Gianandrea Bussi, a latere Luca Milani e Ivan Borasi, ha accolto in pieno la richiesta del pm Matteo Centini. La difesa, con l’avvocato Emiliano Lommi, aveva chiesto l’assoluzione.

L’episodio era avvenuto il 25 settembre 2017 a Podenzano, vicino alla fermata del bus in via Scotti. L’uomo, secondo le accuse, le chiese di toccarlo e di “aiutarlo”. La ragazzina scappò, avvertì la madre che chiamò i carabinieri di San Giorgio. I militari lo arrestarono poco dopo.

In aula, l’imputato ha detto di «aver fatto una stupidata. Non volevo farmi vedere da qualcuno a Rivergaro, invece, non mi ero reso conto di essere in un’area privata. A Podenzano, invece, non c'ero». Poi l’uomo ha raccontato di essere in contatto con un gruppo - in Russia - su Facebook dove si partecipa una gara: riprendersi mentre ci si masturba in un luogo pubblico e postare il video. Il “premio” è il contatto con una ragazza che, sempre in video, mostra le proprie grazie.

Il pm Centini ha ascoltato la relazione di un perito che ha analizzato i tabulati telefonici per risalire alla posizione dell’uomo nei due episodi. Ed è comparso, nel racconto, anche un suo amico che tornato dalle vacanze la mattina del 25 settembre gli avrebbe consegnato del cibo. Peccato, ha detto il pm, che quell’amico era tornato dalle vacanze dieci giorni prima. E’ stato un teste impreciso, falso, che si ricordava solo una data: il 25 settembre. «Non giudichiamo la sessualità o la moralità di una persona, ma i fatti che ha commesso. E quello che ha fatto è grave, è un disegno criminoso andare a masturbarsi davanti a dei ragazzini» ha chiosato Centini.

L’avvocato Lommi ha ricordato che il suo cliente «ha ammesso il primo episodio, ma a Podenzano non è stato riconosciuto dalla vittima che lo ha descritto come un uomo basso mentre lui è alto 1,93 metri». Per il legale, inoltre, le telecamere della Polizia municipale della Valnure non hanno mai inquadrato la sua auto quel giorno a Podenzano.

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