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Si fanno pagare per consegnare lo smartphone rubato, due in carcere

Una prostituta e un amico avrebbero chiesto 50 euro al papà di una ragazza a cui era stato rubato l’iPhone 11. Il gip li manda in cella, ma i difensori sono pronti a ricorrere al Tribunale della libertà: nessuna minaccia né violenza

Sono finite in carcere entrambi, accusate di estorsione e ricettazione, le due persone arrestate dai carabinieri della stazione Piacenza principale domenica sera. A deciderlo è stato il giudice per le indagini preliminari che ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare per una albanese di 29 anni e un piacentino di 50. Secondo le accuse, la coppia avrebbe cercato di farsi pagare 50 euro un telefono smartphone che era stato rubato. Il gip Stefano Brusati ha accolto la richiesta del pm Antonio Colonna, mentre i difensori dei due, gli avvocati Elena Concarotti per la ragazza albanese e Mauro Pontini per il piacentino, avevano chiesto la remissione in libertà.

La vicenda sarebbe confusa, secondo la difese, che annunciano il ricorso al Tribunale della libertà. Il telefono rubato apparteneva a una ragazza. Quello smartphone, un iPhone 11, sarebbe stato usato da un cliente - mai più rintracciato - per pagare la prestazione alla prostituta albanese. La giovane, rientrata in albergo, aveva visto che sul telefono arrivavano numerosi messaggi in cui si chiedeva di restituire il telefono. Secondo una prima ricostruzione sarebbe stato offerto del denaro. Il papà della derubata e la prostituta si accordano per vedersi vicino alla stazione ferroviaria, ma l’uomo avverte anche i carabinieri che organizzano un appostamento. La 29enne telefona a un amico e chiede di accompagnarla.

Quando il terzetto si incontra, e dopo che lo smartphone viene consegnato in cambio di 50 euro, intervengono i militari che arrestano in flagranza la prostituta e l’accompagnatore. Per i difensori non c’erano gli estremi per l’arresto perché non si sarebbe trattato di un’estorsione, in quanto non ci sarebbero state ne minacce né violenza di alcun tipo.

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