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L'intervento del Soccorso alpino

L'intervento del Soccorso alpino

Si perde nel bosco sullo Zovallo, salvata dal Soccorso alpino

La donna era entrata nel bosco in compagnia dei suoi due cani: dopo poco però, ha perso l'orientamento, iniziando ad incontrare difficoltà nell'individuare il sentiero di ritorno

E’ stata una brutta avventura, fortunatamente con un lieto fine, quella di una donna cinquantacinquenne  residente a Crotta d’Adda, in provincia di Cremona, che nella serata di lunedì 22 agosto si è persa nei boschi del Passo dello Zovallo, valico appenninico tra le provincie di Parma e Piacenza, nei pressi del Rifugio Lago Nero, a valle dell’omonimo lago. 
La donna era entrata nel bosco intorno alle 17.30 di lunedì in compagnia dei suoi due cani: dopo poco però, ha perso l’orientamento, iniziando ad incontrare difficoltà nell’individuare il sentiero di ritorno. Saggiamente, l’escursionista ha chiamato i soccorsi che nel giro di poco tempo sono arrivati sul posto, iniziando a scandagliare la faggeta. Da Ferriere è infatti arrivata sul posto una squadra del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico della Stazione “Monte Alfeo”, mentre poco dopo sono giunti dal versante valcenese i colleghi parmensi della Stazione “Monte Orsaro”. I ricercatori sono riusciti ad individuare la donna intorno alle 23, illesa ma fortemente impaurita; considerata la zona impervia in cui è stato effettuato il ritrovamento, la sfortunata escursionista è stata assicurata con un imbrago chiamato “triangolo di evacuazione” ed i tratti esposti del sentiero sono stati percorsi in sicurezza ed alla luce delle torce frontali. Intorno a mezzanotte e mezza la donna ha finalmente raggiunto il Rifugio Lago Nero (Ferriere) in compagnia dei soccorritori.

All'alba del 23 agosto i tecnici del Saer di Piacenza sono stati impegnati anche in un secondo intervento sul versante ligure, per una persona bloccata in parete, che ha  visto la partecipazione di tre diversi Corpi dello Stato al confine tra Emilia Romagna e Liguria, sul versante avetano del massiccio del Monte Maggiorasca, la vetta più alta dell’Appennino Ligure. Erano infatti passate da poco le ore 7.30 di mattina quando i tecnici del Soccorso Alpino Emilia Romagna sono stati mobilitati per andare in aiuto di  un uomo bloccato su una cengia nel mezzo di una parete rocciosa.

Un escursionista sessantenne di  Lodi, stava infatti percorrendo un tratto fuori dal sentiero non distante dalla Rocca del Prete, parete rocciosa di oltre 150 metri di altezza, conosciuta soprattutto per le numerose vie alpinistice e di arrampicata sportiva presenti in zona;  l’uomo ha proseguito la passeggiata ritrovandosi su una cengia nel mezzo della parete, che si faceva man mano sempre più angusta ed esposta, non riuscendo a tornare sui propri passi. Saggiamente il sessantenne ha avvertito i soccorsi, che si sono immediatamente mobilitati per portare aiuto allo sfortunato escursionsita: il primo ad avvicinarsi all’uomo è stato un agente del Corpo Forestale dello Stato di Santo Stefano d’Aveto (Ge),  che ha individuato la cengia in cui l’uomo era bloccato ed ha fornito preziose indicazioni alle squadre territoriali del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico partite dalla vicina provincia di Parma ed all’elicottero di Vigili del Fuoco decollato da Genova. I soccorritori VVF sono stati sbarcati sulla cengia e, dopo aver messo in sicurezza l’uomo, lo hanno calato per una trentina di metri  fino a valle, dove è stato preso in consegna dai tecnici del Soccorso Alpino di Parma, nel frattempo giunti sul posto a piedi. Dopo aver constatato che l’escursionista lodigiano era illeso, lo hanno riaccompagnato – sempre assicurato nei passaggi più esposti – fino al sentiero, e attraverso questo al valico appenninico del Passo del Tomarlo.

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