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«Siamo gente orgogliosa ma ora non lasciateci soli»

A Piacenza il consigliere comunale di Amatrice Federico Capriotti. Piacenza e Amatrice unite prima nel lutto per la scomparsa di Marisa Conti e della moglie del docente del Conservatorio Maria Teresa Carloni. Dosi: «Una rete di solidarietà per voi»

Un legame tra Piacenza e Amatrice prima nel dolore, e ora più vivo di mai nella ricostruzione. In Municipio si è tenuto l’incontro tra il sindaco Paolo Dosi e il consigliere comunale di Amatrice Federico Capriotti, alla presenza dei familiari di Marisa Conti, la piacentina rimasta vittima del terremoto, e di Giancarlo Catelli, docente del conservatorio Nicolini che ad Amatrice ha perso la moglie Maria Teresa Carloni. «Da un evento tragico – ha dichiarato il sindaco Paolo Dosi – proponiamo ora a Piacenza una manifestazione di solidarietà: una raccolta di risorse per creare una rete di aiuto. La comunità piacentina vuole fare qualcosa per un percorso di rinascita di Amatrice. Una nostra concittadina  ha perso la vita, un’altra persona legata a Piacenza ha perso la moglie: sono legami che ci ancorano al territorio colpito. Vogliamo creare collegamenti solidi per una cultura di solidarietà. La presenza dei famigliari delle vittime e del consigliere comunale di Amatrice testimoniano questa volontà». Il Comune penserà nelle prossime settimane a formulare proposte di aiuto.

«Vorremmo che Amatrice – ha spiegato il consigliere comunale Federico Capriotti -  ricominci a splendere. Era una delle più belle realtà d’Italia, vorremmo fosse la più bella del mondo ora. Non vogliamo restare soli. L’Italia è un grande Paese specie in queste occasioni. Adesso in paese si sta gestendo tutto abbastanza bene. Vorremmo però collaborazione nei mesi che verranno. Abbiamo istituito un conto corrente per i fondi e una mail per proporre progetti e idee. Dobbiamo dire che la solidarietà dell'Italia è straordinaria.  Vedere la propria città, i luoghi dove uscivi la sera, dove andavi con amici che non ci sono più è difficile per la gente. È per loro che dobbiamo reagire e tornare in quei luoghi e farli tornare come prima. Sono centri piccoli, minori, ma con importanti testimonianze del passato. Dobbiamo tornare per loro».

Il terremoto ha provocato la morte di una nostra concittadina. Marisa Conti era ad Amatrice per ritrovare i parenti del defunto marito e passare con loro qualche giorno. Purtroppo è rimasta vittima del crollo dell’abitazione.  Anche Gianfranco Calloni, genero di Marisa, era nel posto sbagliato al momento sbagliato. «Io e altri tre – ha raccontato – siamo usciti per miracolo da sotto le macerie. Un Vigile del fuoco ha trovato nel pertugio da dove siamo usciti un crocifisso tra le macerie. Non è un caso: ci chiedevamo dove fosse Gesù, e lui era come se dicesse che “era lì con noi”. Lì ho capito che gli amatriciani sono persone che non si piangono addosso, gente orgogliosa, perciò non ci piangeremo addosso neanche noi. Il dolore fa parte delle emozioni dell'immediato, quando si spegneranno i riflettori ci sarà davvero bisogno. Andiamo incontro all'inverno e sarà dura. Stiamo parlando di gente orgogliosa e forte di montagna, ma hanno comunque bisogno di essere aiutati. Il giro che stiamo facendo con il consigliere comunale ha lo scopo di  creare una rete di solidarietà che vada oltre all'immediatezza dell'emergenza».

 «Mi sento loro compaesana – ha aggiunto Eugenia Saltarelli, figlia di Marisa Conti - ci sono tante realtà distrutte e sono contenta di dare un po’ di aiuto. Sono grata al Signore di avere al fianco ancora mia sorella e mio cognato. Marisa dall’alto sarà contenta di quello che faremo. Grazie a Livio Podrecca e alle persone che si sono rese disponibili per organizzare un aiuto».

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