«Siamo minorenni, aiutateci»: cugini del Bangladesh smascherati dall'esame del polso

Due giovani cugini del Bangladesh, per aver dichiarato di essere diciassettenni (in realtà avevano 19 anni), nel tentativo di accedere alla struttura per minorenni non accompagnati, ora rischiano una denuncia e l'espulsione dal nostro Paese

l'ispettore capo Michele Mauro e il capo di gabinetto Stefano Pizzamiglio

Due giovani cugini del Bangladesh, per aver dichiarato di essere minori senza esserlo, ora rischiano una denuncia e l'espulsione dal nostro Paese. I due si sono presentati alla questura di Cremona dicendo di essere minorenni non accompagnati e chiedendo aiuto. In loro possesso solo un documento del Bangladesh che effettivamente dichiarava che erano 17enni. Immediatamente, come prevede il protocollo, i sevizi sociali di Cremona hanno avviato le pratiche per tutelare i ragazzi che, per un accordo pregresso, sono stati inviati al Don Orione di Borgonovo. I responsabili della struttura dopo qualche tempo però hanno chiesto di poter effettuare degli esami per accertare scientificamente che i due cugini fossero effettivamente minorenni: all'apparenza sembravano più grandi dell'età dichiarata. Gli uffici della divisione Anticrimine dalla questura di Piacenza hanno quindi disposto l'esame auxologico, la radiografia del polso sinistro, che ha dimostrato che i cugini avessero in realtà 19 anni e non 17. "Questo esame - ha dichiarato l'ispetto capo Michele Mauro - è l'unico disponibile che abbiamo che dimostra la reale età delle persone e serve spesso per "smascherare" falsi minori stranieri ma anche italiani che costano alla collettività circa 100 euro al giorno in strutture protette fino al compimento della maggiore età. In un sistema già gravato da emergenze non si può permettere che accadano queste cose". I due sono stati quindi mandati in questura a Cremona dove sono a disposizione dell'ufficio Immigrazione. Ora rischiano la denuncia per falsa attestazione di generalità e - essendo clandestini -l'espulsione dall'Italia. 

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