Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

«Siamo vaccinati, ora vogliamo riprendere le terapie in acqua»

Le famiglie dei cinquanta piacentini disabili che frequentano il centro Inacqua per l’idrokinesi: «Da febbraio a oggi non è cambiato nulla, siamo fermi da più di un anno con la convenzione, mentre privatamente l’attività è accessibile»

L'incontro dello scorso febbraio tra le famiglie, una rappresentanza di politici locali e l'Ausl

«Dal 5 febbraio, giorno del nostro incontro con il direttore sanitario Guido Pedrazzini e con il direttore generale Luca Baldino dell’Ausl, non è cambiato niente. Non è ancora possibile riprendere le terapie in piscina al centro Inacqua, convenzionate con l’azienda sanitaria locale». Tornano a farsi sentire le famiglie - sono circa cinquanta - dei disabili (ragazzi, uomini e donne) che chiedono a gran voce da mesi di riprendere l’idrokinesi, la fisioterapia in vasca. L’attività convenzionata è stata stoppata nel marzo 2020 al momento dello scoppio della pandemia. Da allora non è ripartita. È possibile fare attività solo privatamente. Le famiglie non comprendono e non condividono questa discriminazione.

«Non è stata nemmeno organizzata la terapia a secco -  fanno sapere le famiglie – annunciata in sostituzione dell’idrokinesi convenzionata. Siamo nelle stesse condizioni di due mesi fa». Ovviamente l’auspicio di tutti è che questo servizio riprenda al più presto nei prossimi giorni.

Cosa manca all’appello per la ripartenza? «Una delibera dell’azienda sanitaria che permetta ai fisiatri di dare il loro parere sulla ripresa dell’attività in acqua. Cosa aspettiamo a permettere ai nostri congiunti di tornare? Chi paga privatamente può farlo, i convenzionati no». Della vicenda si è interessato anche il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri. «La delibera pare che ci sia - chiarisce - ma non è arrivata la comunicazione ai fisiatri, che perciò non procedono nel dare il via libera».

I familiari di alcuni di loro fanno notare che tutte e cinquanta le persone disabili al centro della vicenda sono ora vaccinate, in quanto fragili. «E anche la maggior parte dei loro familiari-caregiver, hanno già ricevuto il vaccino. È incomprensibile non riprendere in queste condizioni».  

«Spero che il prima possibile - commenta la vicenda il consigliere comunale Francesco Rabboni, che ha la delega alla disabilità - ritorni la fisioterapia in acqua. Si parla della salute e dell’equilibrio psicofisico dei disabili, oltre che dei loro familiari-caregiver. È troppo importante, l’idrokinesi dà un beneficio immenso per la salute. Questa battaglia è sacrosanta, insisterò ancora». Per Rabboni è venuto il momento di dare una risposta concreta. «Con le vaccinazioni – osserva - cadono molti dei paletti segnalati da Baldino e Pedrazzini a febbraio. Perché non si trova il modo di recuperare queste fisioterapie che non sono state fatte nel corso di un anno? Si dia la possibilità di ricominciare subito».

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