Siap: «Quando l'esempio non viene dall'alto gli effetti sono devastanti»

«Quante volte abbiamo sentito dire che l’esempio deve venire dall’alto? Ebbene, nella polizia di Stato, tutto ciò e regolato in primis dalla Legge di riforma , nata nell’aprile del 1981, la numero 121 e precisamente, dall’ Articolo 24 che recita: La Polizia di Stato esercita le proprie funzioni al servizio delle istituzioni democratiche e dei cittadini sollecitandone la collaborazione. Essa tutela l'esercizio delle libertà e dei diritti dei cittadini; vigila sull'osservanza delle leggi, dei regolamenti e dei provvedimenti della pubblica autorità; tutela l'ordine e la sicurezza pubblica; provvede alla prevenzione e alla repressione dei reati; presta soccorso in caso di calamità ed infortuni. Successivamente, nell’ottobre dello steso anno, con il DPR nr 737, vengono sancite delle punizioni  per gli appartenenti alla Polizia di Stato e,  con l’art art 4 comma 3 – pena pecuniaria - , si  punisce il  mantenimento, al di fuori di esigenze di servizio, di relazioni con persone che notoriamente non godono in pubblico estimazione o la frequenza di locali o compagnie non confacenti al proprio stato». Si legge in una nota di Sandro Chiaravalloti, segretario regionale del Siap.  

«Inoltre, con l’art art 6 comma 7 dello stesso DPR - sospensione dal servizio –  si punisce l’assidua frequenza, senza necessita' di servizio ed in maniera da suscitare pubblico scandalo, di persone dedite ad attivita' immorale o contro il buon costume ovvero di pregiudicati.  Successivamente, nel 1985,  con il DPR nr. 782 – regolamento di servizio - , all’articolo 13 viene stabilito che  Il personale della Polizia di Stato deve avere in servizio un comportamento improntato alla massima correttezza, imparzialità e cortesia e deve mantenere una condotta irreprensibile, operando con senso di responsabilità, nella piena coscienza delle finalità e delle conseguenze delle proprie azioni in modo da riscuotere la stima, la fiducia ed il rispetto della collettività, la cui collaborazione deve ritenersi essenziale per un migliore esercizio dei compiti istituzionali, e deve astenersi da comportamenti o atteggiamenti che arrecano pregiudizio al decoro dell’Amministrazione. Il personale anche fuori servizio deve mantenere condotta conforme alla dignità delle proprie funzioni».

«Di recente, solo per fare un esempio, in un processo celebrato in una città Emiliana, è venuto a galla che alti dirigenti della Polizia Di stato hanno frequentato persone attenzionate  da indagini  sulla  ndrangheta tanto che,  il presidente del tribunale, al questore che frequentava a cena taluni di questi e che diceva di non sapere nulla su alcuni fatti che li riguardavano nella citta dove prestava servizio come questore,  ha affermato: “totale ignoranza del fenomeno criminale” . Quanto danno si provoca quando cariche dirigenziali , a tutti i livelli, non rispettano i dettami della Legge 121 e del regolamento di servizio  attraverso la violazione delle norme e la frequenza di loschi personaggi?».

«Mentre accade questo, mentre chi deve dare l’esempio , cosa che purtroppo ho potuto notare nella mia carriera più volte , frequenta personaggi noti agli uffici di Polizia, mi sono sempre  chiesto,  quanto tutto ciò possa danneggiare , oltre che la Polizia di Stato, la sicurezza degli agenti e dei cittadini in quanto, questi personaggi, sentendosi amici dei vertici istituzionali , possono  osare più di quanto potrebbero  sentendosi coperti e, perché no, protetti .   Un po’ come potrebbe  accadere con determinati informatori quando mal gestiti da chi dovrebbe controllare,  gestire e dirigere con serio interesse».

«Chi scrive non è ne un santo ne un eroe, ma ha solo l’onore di rappresentare chi, mettendo a repentaglio la propria vita, deve difendere i diritti dei cittadini attraverso il rispetto delle Leggi e dei regolamenti e, quando ci  si trova a difendere i diritti dei Poliziotti con dirigenti che violano allegramente tutto ciò, a rimetterci , non è solo la Polizia di Stato, ma  soprattutto la sicurezza che i cittadini giustamente pretendono attraverso un servizio di legalità».

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