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Sicurezza 2014, a Piacenza rubati beni per un valore totale di 1 milione e 300mila euro

Il bilancio della questura: reati diminuiti del 28 per cento, aumentano arresti e denunce a piede libero. Il 113 ha gestito più di 46mila telefonate

Ammonta a un milione e 300mila euro il valore totale dei beni rubati dai ladri a Piacenza nel 2013: un dato che comprende tutti i furti e le rapine in abitazioni private e attività commerciali. Lo si legge nell’annuale resoconto sull’andamento della sicurezza diffuso dalla questura di Piacenza in riferimento all’anno che sta per concludersi. Un anno positivo, come riferito dal questore Calogero Germanà, che sottolinea la diminuzione dei reati e l’aumento dell’attività di repressione (denunce a piede libero e arresti): meno 28 per cento dei delitti rispetto al 2013, più 23 e 55 per cento invece rispettivamente per le persone denunciate e arrestate.

Davvero consistente anche la mole di chiamate gestite telefonicamente dagli operatori che rispondono ogni giorno al 113: dalle 34mila del 2013 sono passate alle 46mila del 2014 con un aumento del 34 per cento. Un segnale importante questo - come confermato anche dallo stesso questore - di come sempre più spesso i cittadini si rivolgano alla polizia con le loro segnalazioni, che spesso e volentieri aiutano gli agenti nel prevenire i reati o nel catturare i responsabili.

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Ecco cosa scrive il questore Germanà nel suo messaggio di fine anno
«La situazione di vivibiltà di Piacenza, stante un recente sondaggio doxa di un autorevole quotidiano economico, si posiziona, nella classifica nazionale, in una fascia medio-alta, tenuto conto delle rapide trasformazioni sociali del paese, comprendenti anche fattori criminali e condizioni di degrado, oggi accentuate dai bagliori di recessione che favoriscono spinte disgregative.
Purtroppo una crescita economica rallentata incide sulla qualità della vita urbana che si pone in quella linea, oggi internazionalizzata, di commistione tra vita individuale e vita collettiva, dove si manifestano tensioni sociali e incipienti problemi di legalità e di ordine pubblico.

E’ indubbio che le nuove e crescenti esigenze di sicurezza abbisognino di adeguate e tempestive risposte, in termini di polizia di prevenzione, che si auspica possano concretizzarsi attraverso attività di vigilanza, controllo e conseguente pronto intervento, declinate in “prima persona” e “qui e ora”, per essere aderenti alle richieste della gente che vuole sempre salda e integra l’ordinata convivenza sullo spazio dei luoghi comuni.
A questa filosofia è ispirato il senso dell’azione delle Forze di Polizia di stanza in Piacenza, che affinano continuamente i propri moduli operativi secondo programmi coordinati, in vista di obiettivi essenziali, definiti dal Prefetto in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che, come noto, prevede la partecipazione e la condivisione di tutti i soggetti interessati alla tutela del bene comune sicurezza.

L’apparato messo in campo al momento non è in grado autonomamente di generare le risorse aggiuntive, per prevenire e contrastare significativamente la forza dei numeri degli eventi delittuosi e delle inciviltà percepite e così soddisfare pienamente le istanze di sicurezza della gente.
L’ottimizzazione delle risorse, gli interventi sul territorio sinergici, al momento hanno raggiunto, normativamente, la massima espressione organizzativa. Le forze disponibili, impiegate strategicamente e per bersagli mirati, riescono saldamente a fronteggiare i segni di insicurezza presenti nel territorio, ma per l’intrinseca cifra sono impossibilitate ad andare quell’oltre a più voci richiesto. 
E’, pertanto, necessario l’inserimento di più leve che possano consentire un innalzamento degli attuali argini dell’ordinata convivenza civile per evitare straripamenti che intacchino la dimensione coesa e solidale della comunità.
In proposito, gli operatori della Polizia di Stato sono consapevoli che l’attuale carenza di risorse si fronteggia dall’interno attraverso la volontà, l’abnegazione, lo spirito di servizio di tutto il personale che si fa carico di compiti molteplici interni ed esterni. E dando fondo a tali elementi spirituali riescono sempre a potenziare la loro azione garantendo quella sicurezza necessaria all’ordinata e pacifica convivenza, assicurando alla giustizia gli autori di efferati e ripugnanti delitti, appena dopo gli accadimenti.

Il 2014, guardando l’indice di delittuosità, calcolato su dati non consolidati ma che ne esprimono il trend, rispetto al decorso anno, ha registrato una diminuzione dei fatti reato trattati dalla Polizia di Stato: 2800 i delitti del 2013, mentre nel corrente anno, al 30/11/2014 ammontano a 2003.
E’ in aumento il numero delle persone arrestate che è passato da 80 a 124, di cui 63 eseguiti dalle Volanti nel corso delle attività di vigilanza. Molti di questi arresti trovano causa nelle segnalazioni di privati cittadini che hanno attuato la c.d. vigilanza di vicinato.

Anche l’azione di prevenzione ha registrato un aumento delle misure volte a porre un freno alle persone ritenute pericolose, contandosi 45 avvisi orali, 4 proposte di sorveglianza speciale, 34 fogli di via/divieti di non ritorno e 8 DASPO.
Che ci sia una maggiore partecipazione della gente per migliorare le condizioni di sicurezza urbana lo si desume dal fatto che gli interventi richiesti al 113 sono oltre 40mila, cui sono seguite effettivamente 5318 attività operative e di queste 1507 per lite/disturbi e 1050 per segnalazioni di persone sospette.
L’operato delle donne e degli uomini della Polizia di Stato, che non verrà mai meno, costituisce un fattore essenziale per sviluppare quelle sintonie sullo spazio dei luoghi comuni dove si costituiscono le relazioni sociali dei Piacentini sempre più protesi a realizzare un progresso sociale e civile, giusto, solidale ed egalitario».

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