Sicurezza, Fittavolini all'assessore regionale: «Inesistenti i controlli sui treni regionali»

Ettore Fittavolini, presidente dell'associazione Pendolari Piacenza, all'assessore regionale alla Mobilità: «Il concetto di sicurezza dei viaggiatori, tanto sbandierato con gli annunci vocali, si traduce nei fatti in controlli inesistenti»

«Nonostante la sua visita pastorale delle scorse settimane sui nostri treni, i disservizi continuano imperterriti, e Trenitalia offre ogni giorno il peggio di sé. Nella mattina del 1 febbraio oltre alla fitta nebbia (che peraltro non dovrebbe influire sul regolare svolgimento del servizio ferroviario) coloro i quali si sono serviti del regionale veloce (si fa per dire) 2122 da Bologna per Milano si sono trovati un treno con 2 carrozze chiuse, 1 senza riscaldamento e sono arrivati a destinazione (Milano Centrale) con 30 minuti di ritardo rispetto all’orario previsto». Scrive in una lettera Ettore Fittavolini, presidente dell'associazione Pendolari Piacenza, all'assessore regionale alla Mobilità, Raffaele Donini che un mese fa ha viaggiato a bordo di un treno regionale con i pendolari piacentini. 

«Motivo: ai comuni mortali pendolari non è dato sapere. Democraticamente, anche il regionale 2912 ha accumulato a Milano 27 minuti di ritardo. Chi invece ha utilizzato, come il sottoscritto i servizi del regionale veloce (sempre si fa per dire) 2272 da Parma per Milano si è dovuto accontentare di “ soli “ 6 minuti di ritardo ( sufficienti comunque a fare perdere coincidenze con altri treni ed autobus) , e di una sfilata in corridoio di un addetto di Trenitalia, che si è ben guardato dal controllare i titoli di viaggio dei passeggeri. Cosa grave in quanto si tratta del primo del mese, ed ancor più grave il fatto che questa omissione di controlli si verifichi giornalmente con assoluta puntualità». Continua. 

«Il sottoscritto - prosegue - non riceve un controllo dell’abbonamento sui treni regionali, dal giorno 4 gennaio 2016, mentre sui treni Frecciabianca ed Intercity il controllo è giornaliero. E la società (Trenitalia) è la stessa. Ovvero, i "portoghesi" hanno la certezza di potere viaggiare ogni giorno a sbafo, facendosi beffe di chi, pendolare, paga regolarmente gli abbonamenti. Vorremmo capire se il contratto di servizio prevede tale prassi o se si prefiguri omissione di servizio da parte del capotreno, che è, a norma di legge, pubblico ufficiale nel momento in cui esercita le funzioni di controlleria, ma non solo, a bordo treno. Evidentemente, il concetto di sicurezza dei viaggiatori, tanto sbandierato con gli annunci vocali, si traduce nei fatti in controlli inesistenti. Tutto bene, quindi, o sarebbe ora di cambiare andazzo, caro assessore». 

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