«Sicurezza, i primi a pagare i disservizi sono i cittadini». Sindacati in protesta

I sindacati di polizia in protesta contro le sempre minori risorse dedicate al comparto sicurezza in Italia. A Piacenza, in particolare, il Siap e il Sap hanno manifestato per tutta la mattina del 19 novembre all'ingresso della Prefettura di via San Giovanni

I sindacati manifestano davanti alla Prefettura

I sindacati di polizia in protesta contro le sempre minori risorse dedicate al comparto sicurezza in Italia. A Piacenza, in particolare, il Siap e il Sap hanno manifestato per tutta la mattina del 19 novembre all’ingresso della Prefettura di via San Giovanni.  I sindacati sono stati poi ricevuti dal prefetto Puglisi.

«Abbiamo informato il prefetto della necessità di rivedere il piano coordinato di controllo del territorio di Piacenza - afferma Sandro Chiaravalloti, segretario del Siap - Si tratta di un’organizzazione che non era già sostenibile nel 2003 quando venne pensata, figuriamoci oggi con il 30 per cento in meno dei poliziotti. Se non possiamo lavorare in maniera ottimale, non possiamo nemmeno garantire la sicurezza dei cittadini».

«Molto si sta parlando del problema sicurezza a Piacenza - afferma il Siap di Piacenza - Molti sono i punti di vista, troppe le proposte, molte  le analisi;  ma purtroppo per tutti, molte sono le questioni non vere e non dette da parte di chi, nessuno escluso, ha il dovere di provvedere nel miglior modo possibile sulla sicurezza dei cittadini ai quali, attraverso la propria carica elettiva e non, bisogna rendere conto ai cittadini in modo trasparente.  Anche la trasparenza è sicurezza. Nei giorni scorsi ho partecipato a Roma, quale membro della direzione nazionale del Siap,  alla  riunione  della commissione paritetica centrale sulla formazione dei poliziotti effettuata presso la direzione centrale degli istituti di istruzione e, successivamente,  alla riunione  della direzione nazionale del Siap».  

«Nonostante per fine anno dovrebbero essere inviati al corso di formazione ulteriori allievi agenti – circa 900 – e questo dovrebbe interessare anche la Scuola Allievi di Piacenza, da una analisi fatta, in base le notizie pervenute dalle suddette riunioni, la  situazione non è delle migliori.  La Polizia di Stato è  destinata ad avere meno poliziotti e meno risorse. Infatti, nel prossimo futuro, si avvieranno i confronti tra amministrazione e sindacati per la chiusura di Uffici di Polizia in tutto il territorio nazionale . E tutta questa situazione, che piaccia o no, toccherà anche Piacenza.  Altro che rinforzi».

«Pertanto, se vero è che talune problematiche sono di carattere nazionale con responsabilità politiche serie in quanto non riformano un sistema che consuma, ma non danno mezzi per sostenerlo,  queste responsabilità politiche- causa principale di tutto il male, a volte in periferia vengono usate come “alibi” per giustificare la incapacità e la volontà di organizzare, ponderare, studiare e gestire in base a quello che si ha, evitando sprechi e posizioni di privilegio che non possono essere più tollerate.  Non si può dire non ho mezzi e uomini e si mantengono e si creano privilegi. Del resto, abbiamo sentito che a Piacenza sono arrivati rinforzi mentre vero non è in quanto i sei arrivati sostituiscono i sei sospesi e 2 sono andati in pensione con un saldo in perdita».  

«La coperta, quando è corta, bisogna posizionarla in modo tale che possa coprire quanto più possibile ogni punto senza sacrificare posizioni più delle altre. Pessime gestioni prolungate nel tempo appoggiate da "cupole " locali,  hanno a mio parere messo in seria difficoltà una realtà lavorativa eccellente con al suo interno doti umane e professionali di altissimo livello che sperano sempre in una gestione che riesca a rendere la vita lavorativa di qualità». 

«Invece, da anni e anni, chi ha la responsabilità non ha fatto altro che pensare al presente – spremendo -  fregandosene di chi viene e di chi resta. Si vive alla giornata.  E bene che si sappia e che non ci si nasconda dietro un dito mignolo, che per risanare la questione a Piacenza, visto anche il fuggi fuggi che c'è stato grazie al fatto che hanno logorato i  lavoratori, ci vorrebbero altre dieci unità del ruolo esecutivo senza nessuna uscita e - credetemi - si farebbe fatica comunque a mantenere l’attuale organizzazione che dura da anni e anni e che da soli, noi del Siap, senza fare sconti a nessuno e andando controcorrente, abbiamo sempre criticato. E i fatti purtroppo ci danno ragione». 

«La soluzione ? ci vorrebbe uno slancio di altruismo e serio da parte di chi ci dirige … ma non abbiamo tanta fiducia in questo e allora, e lo dico con sconforto, non ci resta che sperare in una  particolare attenzione sulla scelta del prossimo questore e con un ricambio quasi totale della dirigenza attuale. C'è bisogno di aria nuova ma che sia soprattutto non inquinata da logiche carrieristiche e da germi infetti – idee gestionali. Una nuova dirigenza che sappia dialogare e abbia il coraggio di dire davvero, con una profonda analisi,  come stanno le cose al Dipartimento della ps affinchè   i vertici della polizia comprendano e indirizzino più risorse a questa città. Senza questo non si va da nessuna parte. La semplice letterina di richiesta di risorse umane non basta». 

Ciro Passavanti, segretario del Sap ha invece consegnato al Prefetto una lettera in cui chiarisce la posizione sul problema: «La condizione che si aggrava sul personale di polizia - si legge nel documento - oggi sceso in piazza per sensibilizzare istituzioni, forze politiche e cittadini, i quali sicuramente pagano in prima persona questa crisi del Paese, ha raggiunto livelli di forte preoccupazione. La sicurezza nella nostra città deve rimanere alta ed avere un interesse collettivo e di partecipazione sociale. I poliziotti del S.A.P. chiedono scusa a tutti i cittadini per quando sono costretti ad utilizzare lo strumento della manifestazione. Il disagio è soprattutto nostro perché preferiremmo espletare le nostre mansioni al servizio dello Stato e delle sue Istituzioni».

«Rimanere indifferenti però non aiuterebbe a risolvere i problemi, e quando si affrontano problematiche di questo tipo è difficile parlarne, è difficile trovare soluzioni, è sicuramente più facile ignorarle. In una società che fa della sicurezza un suo punto fermo, lanciamo un accorato appello: "AIUTATECI AD AIUTARVI". Lo chiediamo alle Autorità, alle Istituzioni Politiche, alla comunità tutta, di essere più vicini ai lavoratori di questo settore che svolgono un incarico difficile».

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«La mancanza di personale è uno dei punti critici (sono molteplici ma questo sicuramente è basilare per poter conseguire risultati soddisfacenti in merito alla sicurezza di tutti i cittadini). Andrebbero aumentate le risorse umane per il buon funzionamento dell’intera comunità. Appare ovvio che questi problemi attengono ad una dimensione nazionale e poca cosa potremmo fare e potreste voi cittadini fare localmente ma, con l'impegno coeso di tutti i destinatari della missiva, e con una manifestazione di solidarietà da parte vostra nei confronti degli operatori che ogni giorno, uniti nella loro primaria essenza di poliziotti, sono sempre pronti a fronteggiare le emergenze gomito a gomito, consci di poter contare sul collega accanto, con il quale condividere gioie e sofferenze nei lunghi e pesanti momenti di emergenza, si potrebbe raggiungere quel risultato sperato, capace di restituire quel clima tanto atteso da tutta la categoria».

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