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Cronaca

Anpas: «Carabinieri e polizia sono una garanzia irrinunciabile. Stop al perbenismo»

Sicurezza e soccorso, Paolo Rebecchi di Anpas traccia un quadro sulla situazione vissuta quotidianamente dai soccorritori del 118: «E' inutile negare che da un punto di vista concreto e di percezione della sicurezza, carabinieri e polizia rappresentano una garanzia a cui non possiamo rinunciare. Il finto perbenismo ha fatto il suo tempo»

«I gravi recenti episodi di cronaca, che hanno impegnato le pagine della carta stampata e dei web magazine locali, sono l’apice di una situazione sociale che deve essere “analizzata a 360 gradi”. Queste vicende scuotono l’opinione collettiva quando raggiungono livelli di massima violenza che culminano in omicidi, ma purtroppo, come gia? segnalato anche da parte nostra in passato, la quotidianita? “per chi vive la strada” e? anche di norma, tutt’altro che rosea» a dirlo Paolo Rebecchi di Anpas Piacenza (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) che interviene con una nota nel dibattito che si è sviluppato dopo l'omicidio di via Colombo.

«Questo e? un quadro comune a molte citta? italiane, ed e? proprio quando il malcontento supera la ragione, quando la cultura viene surclassata dal distacco con la realta? e si perdono quei valori positivi che dovrebbero sorreggere una sana democrazia, che il sistema rischia di implodere. Succede cosi? che i servizi come il nostro, a disposizione dei cittadini, diventano il termometro di un malessere sociale che rileva episodi di violenza sempre piu? all’ordine del giorno, anche la? dove si prova a far funzionare le cose nel modo giusto».

«Non e? poi tanto raro che il personale delle Pubbliche Assistenze, in servizio operativo di urgenza 118, sia soggetto ad insulti e minacce di ogni tipo; si verificano momenti di tensione in cui il punto di equilibrio viene gestito con grande pazienza e professionalita? dai nostri Soccorritori, ma la linea di separazione tra il controllo dell’evento e la disgrazia spesso e? davvero sottile. Va fatto un plauso alle forze dell’ordine che dimostrano professionalita? sia nel pronto intervento che nelle fasi di indagine, come dimostrato anche dai recenti episodi di cronaca; ci hanno sempre dato supporto non solo sugli interventi ma anche in fase preventiva e formativa. In particolare con i Carabinieri e? stata impostata una formazione per l’intervento che spesso si svolge su “possibili scene del crimine”; con la Polizia di Stato sono stati sviluppati i temi della sicurezza su scenari analoghi, traendo sempre spunti importanti per non inficiare anche sul lavoro di indagine».

«Personalmente rimango colpito quando in momenti pubblici, soprattutto in alcuni quartieri, si parla di mancanza di dialogo e si sente ripetere l’affermazione “piu? che divise occorrono momenti di confronto”. Piacenza e provincia, dal punto di vista del supporto sociale e dell’integrazione, hanno fatto e stanno facendo moltissimo, ma in questo momento, l’approccio al problema necessita di una spinta ulteriore. La presenza di un numero maggiore di forze dell’ordine e? essenziale ed insostituibile; e? inutile negare che da un punto di vista concreto e di percezione della sicurezza, Carabinieri e Polizia rappresentano una garanzia a cui non possiamo rinunciare. Il finto perbenismo ha fatto il suo tempo».

«Per chi, come me, rappresenta una realta? di soccorso, che vanta circa 1900 operatori tra Volontari e Dipendenti su tutta la provincia, non puo? tralasciare il fattore sicurezza. La nostra organizzazione, che conta un totale di circa 19.000 servizi all’anno in regime di urgenza, ha deciso di inserire il fattore “sicurezza” tra gli argomenti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Provinciale, previsto per il prossimo 18 settembre».

«Formuleremo al nostro organismo Regionale la richiesta per un percorso formativo mirato sui rischi specifici a cui possono essere soggetti gli operatori di soccorso, che vertera? su tematiche di carattere operativo, legale e psicologico, per affrontare i sempre maggiori rischi della strada.
Ci auguriamo che ognuno faccia la sua parte, prima che accada qualcosa di realmente grave al nostro personale».

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