Cronaca

Società Alighieri: il 24 novembre si parla de "La poesia nella sua funzione generatrice di vita"

Martedì 24 novembre all’auditorium della Ricci Oddi "La poesia nella sua funzione generatrice di vita". Nei giorni scorsi si è tenuta la conferenza di Sanfratello sul futuro delle cristianità mediorientali

Agostino Sanfratello

Martedì 24 novembre alle 16, nuovo appuntamento del Comitato Piacentino della Società Dante Alighieri all'auditorium della Galleria Ricci Oddi. Ospite è lo scrittore e poeta maresciallo dei carabinieri Catello Di Somma che parlerà del tema  "La poesia nella sua funzione generatrice di vita". 

Nel precedente incontro Agostino Sanfratello, ricercatore e docente di Filosofia del diritto e Filosofia politica nelle università di Roma e di Teramo, ha fornito al  foltissimo pubblico un  approfondimento e riflessione  sul futuro delle Cristianità Mediorientali, epicentro di un sisma in cui "tre zoccoli continentali", Cristianesimo, Ebraismo, Islam, vengono a contatto  e "si combattono".

«La prima persecuzione dei cristiani da parte dell'ebraismo – ha esordito l’oratore - è addirittura antecedente a quella Romana, ma consegue un effetto opposto a quello auspicato: ritenendo di spegnere l’incendio, gli ebrei del tempo finirono per diffonderlo, giacché la persecuzione si tramutò in "semina", nel senso che i cristiani si sparsero dovunque fuori dalla Palestina. Prevalente fu, nel tempo, la diffusione nell'Asia Minore, oggi Turchia: qui era nato lo stesso Paolo, di Tarso; ad Antiochia i seguaci di Cristo furono chiamanti "cristiani" per la prima volta (inizialmente erano denominati "messianici")».

«L'invasione islamica - continua - ha successivamente demolito le comunità cristiane del nord Africa, mentre le prime eresie contribuivano a minare la religione cristiana, in ciò agevolate dalla presenza di una scarsa strutturazione dottrinaria. Il problema è che mentre nella dottrina cristiana il fondamento del "diritto" non è "rivelato", ma legato alla "natura stessa umana", cioè al "diritto naturale", nell’Ebraismo così come nell'Islam il "diritto" deriva dalla "rivelazione": insomma, se tu non partecipi alla rivelazione, "non hai diritto". E' chiaro che un tal fondamento imprescindibile non facilita la convivenza con nessuna altra fede. I disordini, le guerre, i conflitti, e purtroppo, i genocidi, anche quando hanno "vesti diverse", in realtà hanno alla base sempre questo inconciliabile punto di vista dottrinale».

Quale futuro? Il futuro è sicuramente spirituale, visto che accanto ad un ebraismo storico si fa strada un ebraismo contemporaneo; accanto ad un Islam storico si affianca oggi un Islam contemporaneo, mentre la Chiesa sta combattendo oggi, a propria volta, una grossa crisi di rinnovamento interno. Ma il futuro è anche temporale, vale a dire affidato alla capacità politica degli uomini di creare comunità, ed educare ai "diritti", estendendoli.

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